Anthropic e OpenAI sono insieme sulla buona strada per generare circa 120 miliardi di dollari di entrate annualizzate, una somma che supera le entrate combinate di Starbucks e McDonald's e collocherebbe entrambe le società di intelligenza artificiale tra le Fortune 100 se la crescita attuale dovesse reggere. I dati, riportati per la prima volta da Axios il 28 luglio 2026 e tratti dai dati citati dalla piattaforma di ricerca sugli investimenti nell’intelligenza artificiale Fundal, offrono un chiaro esempio della rapidità con cui il settore dell’intelligenza artificiale si è trasformato in una forza economica.
La sola Anthropic rappresenta circa il 60% del totale complessivo, riflettendo la sua forte posizione nel mercato dell’IA aziendale. Secondo Axios, il fatturato annuo stimato di Anthropic di circa 71 miliardi di dollari supera il fatturato combinato di Starbucks e McDonald's e corrisponde quasi al totale generato da queste due società più Yum Brands, la società madre di Taco Bell e KFC. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra copertura dell'industria IA.
Da startup a Fortune 100 in cinque anni
Il confronto con i marchi di consumo domestico colpisce proprio per la sua dimensione temporale. Starbucks è stata fondata nel 1971. McDonald's affonda le sue radici nel 1940. Anthropic, al contrario, è stata fondata nel 2021, quindi ha circa cinque anni. Il fatto che un’azienda di quell’età possa superare il fatturato annuo di due delle catene di ristoranti più apprezzate del pianeta sottolinea il ritmo straordinario con cui le attività legate all’intelligenza artificiale si stanno espandendo.
Axios ha riferito che sia Anthropic che OpenAI si classificherebbero tra le aziende Fortune 100 in termini di fatturato se le loro attuali traiettorie di crescita continuassero. I dati evidenziano come una categoria che fino a pochi anni fa esisteva a malapena come mercato commerciale sia arrivata a rivaleggiare con la produzione di imprese globali vecchie di decenni, una trasformazione guidata dalla crescente domanda di strumenti di intelligenza artificiale da parte delle imprese e dall’aggressivo dispiegamento di capitali che la sostengono.
La domanda delle imprese guida l'impennata
La quota di circa il 60% di Anthropic sul totale combinato indica la forza del suo posizionamento aziendale. Mentre gran parte del dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale si è concentrato sull’utilizzo dei chatbot da parte dei consumatori, i maggiori ricavi si sono sempre più formati attorno alle aziende che pagano per incorporare l’intelligenza artificiale nei propri prodotti e flussi di lavoro. Anthropic, i cui modelli Claude sono ampiamente utilizzati da sviluppatori e imprese, sembra aver catturato una quota sproporzionata di quella spesa.
Anche OpenAI, il creatore di ChatGPT, continua a crescere rapidamente, con le sue recenti rivelazioni che mostrano che le entrate annualizzate aumentano costantemente mentre si prepara per una potenziale offerta pubblica. Insieme, le due società sono arrivate a dominare la frontiera dell’intelligenza artificiale commerciale, generando entrate a un ritmo che ha pochi precedenti nella storia della tecnologia moderna.
Il contesto di mercato più ampio
I dati di Axios arrivano nel contesto di una resa dei conti più ampia sugli aspetti economici del boom dell’intelligenza artificiale. Mentre le entrate sono in forte aumento, lo è anche il costo per generarle. Le aziende di tutto il settore stanno spendendo decine di miliardi di dollari in elaborazione, data center e talenti, sollevando dubbi su quanto sia duratura la crescita attuale e quando, o se, il settore raggiungerà una redditività sostenibile.
Allo stesso tempo, la concentrazione delle entrate tra una manciata di laboratori di frontiera ha implicazioni sulla concorrenza. Se Anthropic e OpenAI generano collettivamente oltre 100 miliardi di dollari di entrate annualizzate, il divario tra loro e i concorrenti più piccoli o open source si sta ampliando anziché restringersi, rafforzando potenzialmente una struttura di mercato in cui pochi attori ben capitalizzati catturano la maggior parte della spesa aziendale per l’IA.
Cosa significano i numeri
Il confronto con i marchi di consumo è più di un titolo. Riformula la scala del settore dell’intelligenza artificiale in termini facili da comprendere e difficili da ignorare. Ristoranti come Starbucks e McDonald's gestiscono decine di migliaia di sedi fisiche, impiegano milioni di lavoratori e servono miliardi di clienti all'anno. Il fatto che due società di software, una delle quali ha appena cinque anni, possano eguagliare o superare i loro ricavi combinati segnala un cambiamento fondamentale nel modo in cui viene creato valore nell’economia globale.
Se il ritmo potrà essere sostenuto è la domanda che definirà la prossima fase del settore. Per ora, i numeri riportati da Axios chiariscono che l’intelligenza artificiale è andata ben oltre la fase sperimentale ed è entrata nei ranghi delle più grandi aziende del mondo, con tassi di crescita che i giganti del consumo legacy possono solo guardare con un misto di ammirazione e allarme.
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