Giovedì la Danimarca si è mossa per vietare la copia digitale e la condivisione di rappresentazioni realistiche di persone reali generate dall’intelligenza artificiale, dopo che il ministro della Cultura del paese ha proposto formalmente un disegno di legge progettato per frenare la diffusione dei deepfake. Secondo Reuters, la legislazione renderebbe illegale creare o distribuire imitazioni digitali realistiche dell'aspetto o della voce di una persona senza il suo consenso.
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La proposta, avanzata dal ministro della Cultura Zenia Stampe, prende di mira il meccanismo principale dei moderni deepfake: la capacità di sintetizzare una copia convincente di una persona reale e di farla circolare online. Secondo il progetto di legge, la replica digitale del volto o della voce di qualcuno richiederebbe il permesso di quella persona, offrendo ai danesi un rimedio legale che attualmente non esiste per la maggior parte dei privati cittadini.
Stampe ha affermato in una dichiarazione che i video e le immagini manipolati dall’intelligenza artificiale potrebbero alimentare la disinformazione ed erodere la fiducia del pubblico in ciò che è reale. Il suo ministero ha definito il disegno di legge come una risposta a una tecnologia che ha superato le regole che la governano, consentendo ai media inventati di diffondersi più velocemente di quanto i sistemi di rimozione possano rispondere.
Pressione sulle piattaforme per rimuovere rapidamente i contenuti
Uno degli obiettivi centrali della legislazione è spostare la responsabilità verso le piattaforme in cui circolano i deepfake. "Uno degli obiettivi principali del disegno di legge è convincere i giganti della tecnologia a rimuovere rapidamente i contenuti manipolati in modo che causino il minor danno possibile", ha detto Stampe, secondo Reuters.
Tale inquadramento segnala che l’onere dell’applicazione delle norme non ricadrà esclusivamente sulle vittime dei deepfake. Invece, i social network e altri servizi di hosting si troverebbero ad affrontare l’obbligo legale di rimuovere tempestivamente i deepfake segnalati – un approccio che, se attuato, aggiungerebbe la Danimarca al gruppo di governi europei che stanno testando fino a che punto la legislazione nazionale può spingere la piattaforma sulla responsabilità per i contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Tutele per gli Artisti e il Pubblico
Il disegno di legge è stato scritto per coprire due gruppi in particolare. Il primo è il pubblico in generale, la cui immagine e le cui voci potevano in precedenza essere copiate con pochi ricorsi legali. Il secondo riguarda i professionisti creativi: artisti il cui lavoro – e i cui personaggi – potrebbero essere imitati dai sistemi di intelligenza artificiale e ridistribuiti senza compenso o consenso.
Per l’industria musicale e cinematografica la distinzione conta. La clonazione vocale tramite intelligenza artificiale e la sintesi video hanno reso banalmente facile generare performance convincenti attribuite ad artisti che non le hanno mai registrate, e gruppi di artisti in tutta Europa hanno esercitato pressioni per una maggiore protezione dei diritti della personalità. La proposta danese fornirebbe agli artisti una base giuridica esplicita per richiedere la rimozione delle copie AI non autorizzate delle loro esibizioni.
Satira e parodia restano consentite
Il divieto non è assoluto. Reuters riferisce che la legislazione include eccezioni per caricature, parodie, satira e altri lavori che criticano la società e chi detiene il potere. Questa esclusione rispecchia le tradizioni di lunga data di libertà di espressione nel diritto danese ed europeo, ed è intesa a impedire che le nuove regole vengano utilizzate per sopprimere commenti legittimi.
L’eccezione sarà probabilmente una delle disposizioni più difficili da gestire nella pratica. Tracciare il confine tra una parodia protetta e un deepfake illecito è un giudizio e le piattaforme che gestiscono le richieste di rimozione su larga scala potrebbero avere difficoltà ad applicarlo in modo coerente.
Il progetto solleva anche questioni pratiche su come verrà verificato il consenso. Una richiesta di rimozione presentata da un personaggio pubblico e quella presentata da un privato cittadino finiranno nelle stesse code di moderazione e le piattaforme avranno bisogno di un modo per distinguere i legittimi titolari dei diritti dalle segnalazioni in malafede. Il disegno di legge della Danimarca non risolve questi meccanismi nel testo riportato da Reuters, e saranno probabilmente risolti nelle linee guida di attuazione non appena la legge entrerà in vigore.
Cronologia in Parlamento
La proposta è ancora soggetta all'approvazione parlamentare e Stampe spera che il disegno di legge possa entrare in vigore verso la fine dell'anno. Ciò metterebbe la Danimarca su una corsia preferenziale rispetto agli standard legislativi – un riflesso, suggeriscono gli analisti, dell’urgenza politica che i media sintetici hanno acquisito prima dei cicli elettorali in più paesi.
Un caso di prova per i diritti della personalità nell'era dell'intelligenza artificiale
L'approccio della Danimarca estende di fatto la logica del diritto d'autore – un quadro creato per proteggere le opere creative – alle persone stesse. Se il disegno di legge venisse approvato, il volto e la voce di un cittadino danese diventerebbero funzionalmente materiale protetto e la condivisione di una copia non autorizzata dell’intelligenza artificiale comporterebbe conseguenze legali.
La legislazione arriva mentre i governi di tutto il mondo sono alle prese con lo stesso dilemma: come proteggere gli individui dall’imitazione sintetica senza agghiacciare il discorso legittimo, il giornalismo e l’arte. La risposta della Danimarca – protezione basata sul consenso con esenzione dalla satira e obblighi di rimozione delle piattaforme – è tra le proposte più concrete che un governo nazionale abbia mai avanzato, e i suoi progressi in parlamento saranno seguiti da vicino a Bruxelles e altrove.
Si interseca anche con le regole che l’Unione Europea ha già messo in atto. La legge sull’intelligenza artificiale dell’UE ha introdotto obblighi di trasparenza per i media generati e manipolati dall’intelligenza artificiale, richiedendo che i deepfake siano divulgati come tali. Il disegno di legge danese va oltre: invece di chiedere che i contenuti sintetici vengano etichettati, darebbe alle persone il diritto di impedire l'esistenza di copie sintetiche non autorizzate di se stessi. Il divario tra “etichettato” e “vietato” è il luogo in cui si svolgerà gran parte del prossimo dibattito – e il processo parlamentare danese offrirà il primo test reale di dove i cittadini europei vogliono che venga tracciata quella linea.
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