La Wikimedia Foundation, l'organizzazione no-profit dietro Wikipedia, ha presentato un amicus brief nella consolidata controversia sul copyright contro OpenAI e Microsoft, chiedendo a un tribunale federale di Manhattan di elaborare un'analisi del fair use che protegga il web aperto, indipendentemente dal modo in cui viene decisa la controversia sottostante. Il consigliere generale della Fondazione, Stephen LaPorte, ha esposto la posizione dell'organizzazione in un post pubblicato il 30 ottobre, e The Verge ha riportato l'archiviazione sotto una dura cornice: una cattiva sentenza sul copyright dell'IA, sostiene l'operatore di Wikipedia, potrebbe minacciare l'internet aperta.

La memoria è stata depositata nel distretto meridionale di New York nel caso noto come In re: OpenAI, Inc. Copyright Inbreakment Litigation, un procedimento multidistrettuale che consolida dodici cause legali separate, la più famosa delle quali The New York Times Co. contro Microsoft e OpenAI. La Fondazione in particolare non si schiera tra il giornale e la società di intelligenza artificiale; la sua domanda è più ristretta e, a suo avviso, più fondamentale. Per i lettori che tengono traccia di come i tribunali stanno rimodellando il rapporto dell'intelligenza artificiale con i contenuti pubblicati, la nostra copertura delle politiche sull'intelligenza artificiale segue ogni sviluppo.

Perché Wikipedia ha avuto il suo peso

La partecipazione della Fondazione è chiara. Wikipedia comprende più di 67 milioni di articoli in 300 lingue, creati e gestiti da quasi 250.000 redattori volontari. Questo lavoro, ha scritto LaPorte, dipende dall’accesso a fonti affidabili – tra cui giornalismo e ricerche pubblicate – che i volontari possono leggere, verificare e citare.

L’intelligenza artificiale, nel frattempo, si appoggia in cambio a Wikipedia. L'enciclopedia è uno dei set di dati più grandi e di altissima qualità utilizzato per addestrare modelli linguistici di grandi dimensioni e alimenta anche motori di ricerca e assistenti vocali. "Una sentenza sul copyright che interrompa entrambi i lati di tale rapporto", sostiene la Fondazione, "potrebbe influenzare il modo in cui tutti trovano e utilizzano le informazioni".

La questione davanti alla Corte

Il New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft nel 2023, sostenendo che le società hanno utilizzato il proprio giornalismo protetto da copyright senza autorizzazione per addestrare e gestire i propri sistemi di intelligenza artificiale. OpenAI e Microsoft sostengono che l'utilizzo di materiale disponibile al pubblico per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale si qualifica come fair use, la dottrina legale che consente determinati usi di opere protette da copyright senza licenza.

Il brief della Wikimedia Foundation mette in guardia dal rispondere a questa domanda in modo troppo ampio in entrambe le direzioni.

Se i tribunali interpretassero il fair use in modo troppo restrittivo, sostiene la Fondazione, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale diventerebbe competenza delle più grandi aziende che possono permettersi licenze di contenuti su larga scala, mentre gli sviluppatori open source, incapaci di pagare, sarebbero completamente esclusi dal campo. Questo risultato, si dice, danneggerebbe direttamente la capacità dei volontari di Wikimedia di accedere alla conoscenza e sperimentare gli strumenti open source che usano per costruire e mantenere l'enciclopedia.

Ma una sentenza che conceda alle società di intelligenza artificiale un’esenzione totale dalle norme sul diritto d’autore comporta il suo pericolo. Se gli sviluppatori possono importare e ripubblicare materiale protetto da copyright senza attribuzione o licenza, gli editori hanno un forte incentivo a bloccare il proprio lavoro dietro barriere tecniche e legali. Il risultato sarebbe un minor numero di fonti aperte a disposizione dei volontari che scrivono Wikipedia – e una ridotta visibilità per lo stesso ecosistema editoriale, dalle redazioni ai ricercatori, da cui dipendono sia Wikipedia che il pubblico.

Formazione contro risposta

La parte tecnicamente più interessante dell'argomentazione della Fondazione è la sua insistenza sul fatto che non tutti gli usi dell'intelligenza artificiale di opere protette da copyright sono uguali. Il brief traccia una linea tra l'addestramento di un modello - dove il sistema apprende modelli da grandi raccolte di materiale, e dove la Fondazione afferma che il fair use può essere applicato correttamente quando il modello risultante è veramente nuovo e diverso dai lavori da cui ha imparato - e l'utilizzo di materiale sorgente recuperato per rispondere alla domanda di un utente, un uso che secondo lui merita un'analisi separata.

Alcuni prodotti di intelligenza artificiale, osserva la Fondazione, rispondono alle domande facendo emergere il testo recuperato in modi che possono sostituire il lavoro originale. La posizione della Fondazione è che i tribunali dovrebbero valutare come viene effettivamente utilizzato il materiale, piuttosto che trattare ogni interazione tra intelligenza artificiale e diritto d'autore come un'identica questione.

La posta in gioco va oltre un'aula di tribunale

La Wikimedia Foundation non è l'unica parte interessata a presentare causa nel contenzioso multidistrettuale, ma il suo mandato è distintivo: chiede alla corte di proteggere la conoscenza comune dalle argomentazioni più espansive di entrambe le parti in causa. Il risultato determinerà non solo i danni in una dozzina di cause legali, ma anche se la prossima generazione di modelli di intelligenza artificiale open source potrà essere legalmente addestrata da chiunque non sia le aziende più ricche – e se le fonti aperte che alimentano la conoscenza umana online rimarranno aperte.

Per i volontari che gestiscono Wikipedia, e per ogni organizzazione che fa affidamento su un web consultabile e citabile, il fondamento della tesi è semplice: il fair use dovrebbe continuare a funzionare: per la formazione, per la consultazione e per il pubblico. Il documento arriva in un momento congestionato per la legge sul copyright dell’intelligenza artificiale, mentre i tribunali iniziano a testare come le dottrine scritte per i motori di ricerca e le fotocopiatrici si applicano ai sistemi che imparano da ciò che leggono.
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