Un gruppo di 26 attuali ed ex dipendenti di Meta ha intentato una causa contro la società il 14 luglio 2026, sostenendo che Meta ha utilizzato l'intelligenza artificiale per condurre licenziamenti in un modo che discriminava sistematicamente i lavoratori che in quel momento erano in congedo medico o familiare. Si ritiene che il caso, riportato per la prima volta da Reuters, sia la prima grande causa per discriminazione nei licenziamenti nel campo dell’intelligenza artificiale ad arrivare in tribunale – e potrebbe stabilire precedenti legali che rimodelleranno il modo in cui le aziende utilizzano strumenti algoritmici nelle decisioni sull’occupazione. La causa arriva nel mezzo di un'ondata di ultime notizie sull'intelligenza artificiale sul ruolo crescente della tecnologia sul posto di lavoro.

Le accuse principali

I ricorrenti sostengono che Meta abbia utilizzato algoritmi di intelligenza artificiale per valutare e classificare i dipendenti come parte della sua ristrutturazione 2025-2026 e che tali algoritmi abbiano contrassegnato in modo sproporzionato i lavoratori in congedo medico, congedo familiare o con condizioni mediche documentate per il licenziamento. Secondo la causa, il processo di valutazione basato sull’intelligenza artificiale non ha tenuto conto del fatto che i parametri di performance di questi dipendenti erano stati influenzati dalle loro assenze approvate, penalizzandoli di fatto per aver preso il congedo a cui avevano legalmente diritto.

La denuncia sostiene che, affidandosi all’intelligenza artificiale per prendere decisioni di licenziamento senza un’adeguata revisione o salvaguardia umana, Meta ha violato le leggi che proteggono i dipendenti in congedo medico e familiare. CBS News ha riferito che i 26 querelanti includono dipendenti di più dipartimenti e sedi, i quali affermano di essere stati licenziati durante o subito dopo il ritorno da un congedo protetto.

Un punto di riferimento per l'intelligenza artificiale nel diritto del lavoro

Esperti legali e avvocati del lavoro stanno osservando da vicino il caso perché rappresenta una delle prime volte in cui un tribunale verrà chiesto di pronunciarsi sulla questione se le decisioni di licenziamento guidate dall’intelligenza artificiale possano costituire una discriminazione illegale. Sebbene le aziende utilizzino da anni algoritmi nelle assunzioni, nella valutazione delle prestazioni e nella pianificazione della forza lavoro, l’uso dell’intelligenza artificiale per determinare direttamente chi viene licenziato – e se tale processo produce risultati discriminatori – rimane in gran parte non testato nei tribunali statunitensi.

Il Washington Times ha riferito che il caso solleva domande fondamentali: se un sistema di intelligenza artificiale addestrato su dati storici sulle prestazioni raccomanda licenziamenti che colpiscono in modo sproporzionato i gruppi protetti, chi è legalmente responsabile? Può un’azienda difendere una decisione algoritmica sottolineando la sua neutralità nella progettazione, anche se i suoi risultati sono discriminatori? E quali obblighi hanno i datori di lavoro per verificare l’eventuale presenza di bias negli strumenti di intelligenza artificiale prima di utilizzarli nelle decisioni di licenziamento?

Il contesto più ampio: intelligenza artificiale e licenziamenti

La causa arriva in un momento in cui l’intelligenza artificiale è sempre più citata sia come giustificazione per i licenziamenti sia come strumento utilizzato per eseguirli. Nel 2025 e nel 2026, le principali aziende tra cui Meta, Google, Amazon e altre hanno effettuato significative riduzioni della forza lavoro, citando molti la necessità di riallocare le risorse verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Un rapporto della Federal Reserve all’inizio del 2026 ha rilevato che i licenziamenti negli Stati Uniti avevano raggiunto il livello più alto dalla pandemia, con le aziende che attribuivano circa il 40% dei tagli alle ristrutturazioni legate all’intelligenza artificiale.

Ciò che distingue questo caso è l’affermazione secondo cui l’intelligenza artificiale non era solo la ragione dei licenziamenti, ma ne era il meccanismo. Piuttosto che manager umani che prendono decisioni individualizzate su quali dipendenti lasciare andare, la causa sostiene che Meta ha delegato gran parte di quel processo a un sistema algoritmico che operava senza sufficiente supervisione o trasparenza.

Risposta di Meta

Meta non ha ancora presentato una risposta legale dettagliata al reclamo, ma la società ha precedentemente difeso le sue decisioni di ristrutturazione come basate sulla performance e necessarie per la competitività a lungo termine della società. Nelle dichiarazioni precedenti sull’implementazione dell’intelligenza artificiale, Meta ha sottolineato che i revisori umani sono coinvolti nelle decisioni di licenziamento e che i suoi strumenti algoritmici sono progettati per rispettare il diritto del lavoro.

Tuttavia, i querelanti e i loro avvocati sostengono che qualunque sia l’intento dietro il sistema, i risultati parlano da soli: un gruppo statisticamente significativo di dipendenti licenziati condivideva caratteristiche protette, che secondo loro sono la prova che il sistema di intelligenza artificiale – consapevolmente o meno – codificava modelli discriminatori.

Cosa verrà dopo

Si prevede che il caso procederà attraverso l'istruttoria preliminare, in cui i querelanti cercheranno di accedere ai sistemi interni di valutazione dell'intelligenza artificiale di Meta, ai dati di formazione e ai registri del processo decisionale. Questo processo potrebbe svelare il modo in cui le principali aziende tecnologiche costruiscono e implementano strumenti algoritmici per la forza lavoro, informazioni che fino ad ora sono rimaste gelosamente custodite.

Per il settore dell’intelligenza artificiale nel suo insieme, la causa è un avvertimento. Man mano che sempre più aziende adottano l’intelligenza artificiale per assunzioni, licenziamenti e gestione delle prestazioni, i rischi legali di discriminazione algoritmica stanno diventando concreti. Gli avvocati specializzati in diritto del lavoro stanno già consigliando ai clienti di condurre audit sui pregiudizi dei loro strumenti di intelligenza artificiale, documentare la supervisione umana in ogni fase e mantenere la capacità di spiegare qualsiasi decisione algoritmica in termini umani.

Potrebbero volerci anni per risolvere il caso Meta, ma le sue implicazioni si faranno sentire immediatamente nei consigli di amministrazione aziendali e nei dipartimenti delle risorse umane. L’era delle decisioni sull’occupazione guidate dall’intelligenza artificiale è arrivata, così come il controllo legale che ne deriva.

Stai al passo con l'intelligenza artificiale

Desideri maggiori informazioni sulla copertura del settore dell'intelligenza artificiale sulle dimensioni legale, etica e lavorativa dell'intelligenza artificiale? AI Buzz Wire tiene traccia dei dibattiti politici e delle cause legali che plasmano il futuro dell'intelligenza artificiale.

Leggi altre notizie sull'AI →