Una corte d'appello federale degli Stati Uniti ha annullato l'ingiunzione che impediva a Perplexity di gestire i suoi strumenti di acquisto tramite intelligenza artificiale su Amazon, regalando alla startup di ricerca basata sull'intelligenza artificiale una vittoria storica e stabilendo il primo precedente a livello di appello sulla possibilità che gli agenti di intelligenza artificiale possano agire legalmente per conto degli utenti online. La decisione rappresenta un momento determinante per il settore in rapida crescita dell’IA agentica e viene monitorata da vicino attraverso la violazione della copertura politica dell’IA.
La nona Corte d'Appello degli Stati Uniti a San Francisco ha stabilito che è improbabile che Amazon abbia successo nella sua affermazione secondo cui gli agenti di intelligenza artificiale di Perplexity avrebbero violato una legge federale sulle frodi informatiche, ha riferito Reuters. La corte ha concluso che il fattore decisivo era l'attribuzione: erano gli utenti ad accedere alla piattaforma di Amazon tramite gli agenti, non Perplexity stessa.
Cosa ha deciso la Corte d'Appello
Il Computer Fraud and Abuse Act (CFAA) federale vieta l'accesso a un computer e l'ottenimento di informazioni senza autorizzazione. Amazon aveva sostenuto che gli agenti di Perplexity accedevano agli account degli acquirenti e effettuavano ordini senza il permesso di Amazon, violando di fatto la sua piattaforma.
La giuria di tre giudici non era d'accordo con tale inquadramento. Secondo la sentenza, poiché gli utenti hanno indirizzato gli agenti e fornito le proprie credenziali, l'accesso era imputabile agli utenti – che erano autorizzati – piuttosto che a Perplexity in quanto terza parte non autorizzata. L’ingiunzione di marzo del tribunale di grado inferiore che aveva temporaneamente bloccato gli strumenti e ordinato a Perplexity di eliminare copie dei dati di Amazon è ora nulla, sebbene il caso sottostante non sia stato ancora deciso nel merito.
La sentenza è la prima di una corte d'appello federale degli Stati Uniti a stabilire se gli agenti di intelligenza artificiale possono accedere legalmente alle piattaforme online per conto di un utente, e arriva quando i sistemi di agenti - software in grado di pianificare, ragionare, sfogliare e completare transazioni con una supervisione umana limitata - passano dalle demo ai prodotti tradizionali.
Amazon promette di continuare a combattere
Amazon ha segnalato che non accetterà la perdita. "Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione odierna sull'ingiunzione preliminare", ha detto un portavoce della società, aggiungendo che Amazon "rimane fiduciosa nel nostro caso e sta valutando i prossimi passi".
Il portavoce di Perplexity, Jesse Dwyer, ha usato un tono di sfida. "Perplexity continuerà a lottare per il diritto degli utenti di Internet di scegliere l'intelligenza artificiale che desiderano", ha affermato.
Il retroscena: Comet e la causa di novembre
Amazon ha citato in giudizio Perplexity a novembre, accusando la startup di accedere segretamente agli account privati dei clienti Amazon attraverso il suo browser Comet e l'agente AI integrato in esso. Tale agente può accedere all'account di un acquirente e completare gli acquisti per suo conto. La denuncia di Amazon denunciava rischi per la sicurezza e affermava che Perplexity aveva ignorato le ripetute richieste di interruzione.
A marzo, il giudice Maxine Chesney della corte federale della California ha concesso ad Amazon un'ingiunzione preliminare, trovando "prove evidenti" che Perplexity aveva avuto accesso ad account protetti da password con il permesso degli utenti ma senza l'autorizzazione di Amazon.
Perplexity ha costantemente definito la causa infondata. Ha definito la sfida di Amazon come, nelle sue parole, un "tentativo palese" di allontanare i clienti da Comet, sostenendo che gli agenti di intelligenza artificiale "non hanno gli occhi per vedere la pubblicità pervasiva con cui Amazon bombarda i suoi utenti".
Uno scontro su chi controlla l'esperienza di acquisto
Al di là dei cavilli legali, la disputa è una lotta per il controllo dell’interfaccia dello shopping online. Amazon ha sottolineato i propri strumenti, tra cui la funzione “Acquista per me” e l’assistente allo shopping “Rufus”, sostenendo che l’intelligenza artificiale di terze parti deve operare in modo trasparente e rispettare le API della piattaforma stabilita piuttosto che navigare nei siti come farebbe un essere umano.
Il CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, ha definito la posizione di Amazon "bullismo" e ha sostenuto che gli agenti che agiscono per conto degli utenti dovrebbero godere degli stessi diritti degli utenti umani stessi, incluso il diritto di saltare parti di un sito web che un essere umano potrebbe scegliere di ignorare.
Legami d'affari complicati
Il contenzioso si colloca stranamente al di sopra delle sostanziali relazioni commerciali tra le due società. Perplexity è un cliente di Amazon Web Services con impegni segnalati per centinaia di milioni di dollari e il fondatore di Amazon Jeff Bezos è tra gli investitori di Perplexity attraverso i suoi investimenti di venture capital. Questi interessi sovrapposti sottolineano quanto sia diventato intrecciato l’ecosistema dell’intelligenza artificiale, anche se i suoi principali attori si fanno causa a vicenda.
Perché è importante per l'IA agentica
Gli analisti legali affermano che il ragionamento sull'attribuzione della corte d'appello potrebbe rimodellare il modo in cui le piattaforme controllano gli agenti automatizzati. Se si ritiene che l’accesso provenga dall’utente, le piattaforme potrebbero avere un ricorso limitato ai sensi degli statuti anti-hacking contro gli agenti che i loro clienti scelgono di implementare, spostando il campo di battaglia verso i termini contrattuali, i termini di servizio e l’imminente regolamentazione specifica dell’IA.
Il caso prefigura anche un’ondata di controversie simili. Poiché gli agenti di intelligenza artificiale navigano, fanno acquisti, prenotano ed effettuano sempre più transazioni sul web per conto dei consumatori, la questione di chi sta “accedendo” a un servizio – la persona, l’agente o l’azienda che lo ha creato – si ripresenterà su quasi tutte le piattaforme di consumo.
La causa sottostante tra Amazon e Perplexity continua e una sentenza finale nel merito potrebbe ancora andare in entrambe le direzioni. Per ora, però, la decisione d’appello apre la strada agli strumenti di acquisto basati sull’intelligenza artificiale di Perplexity per operare su Amazon mentre si svolge la battaglia più ampia.
