Una forte svendita di azioni tecnologiche si è diffusa da Wall Street ai mercati asiatici il 17 luglio 2026, colpendo le aziende nel cuore del boom dell’intelligenza artificiale e segnalando che l’appetito degli investitori per il commercio di chip AI potrebbe finalmente raffreddarsi. I produttori di chip e i conglomerati esposti all’intelligenza artificiale hanno registrato perdite in tutta la regione, con il gruppo SoftBank che è crollato di oltre il 9% e il produttore di chip di memoria Kioxia che ha visto il suo valore di mercato quasi dimezzarsi rispetto al suo picco.
La disfatta sottolinea quanto velocemente sia cambiato il sentiment nella [copertura del settore dell’intelligenza artificiale] (https://aibuzzwire.news) che ha dominato i mercati per tre anni, mentre i trader rivalutano se le centinaia di miliardi di dollari riversati nell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale forniranno mai rendimenti commisurati.
Le prospettive di TSMC innescano la disfatta
A innescare la svendita sono state le ultime indicazioni della Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il più grande produttore di chip a contratto al mondo e fulcro della catena di fornitura globale di intelligenza artificiale. Il reportage di Opening Bell Daily ha inquadrato il momento senza mezzi termini: TSMC ha confermato che i profitti record "non sono più sufficienti" per le azioni di chip AI, poiché gli investitori che avevano scontato una crescita illimitata hanno reagito a qualsiasi accenno di decelerazione.
Anche i risultati finanziari positivi non sono bastati a soddisfare un mercato abituato alla perfezione. Le prospettive di TSMC si sono estese e, come riportato da The Tech Buzz, hanno "scatenato una chip disfatta asiatica" che si è riversata in Giappone, Taiwan e oltre.
SoftBank e il contagio asiatico
Il danno è stato più visibile tra i maggiori vincitori del mercato dell’intelligenza artificiale. La CNBC ha riferito che il Gruppo SoftBank è crollato di oltre il 9% mentre i titoli asiatici dei chip hanno seguito una svendita di AI a Wall Street durante la notte. Benzinga ha descritto un declino ancora più ripido per il conglomerato giapponese – i cui estesi investimenti spaziano dal progettista di chip Arm e una massiccia impresa di intelligenza artificiale con OpenAI – portando il calo fino all’11% e definendolo “un’altra sconfitta” per i nomi dello slancio tecnologico che avevano guidato il rally.
Il produttore di chip di memoria Kioxia ha avuto una performance peggiore. Bloomberg ha riferito che il valore di mercato del produttore di chip si è dimezzato rispetto al picco della svendita dell'intelligenza artificiale, mentre l'aggregatore finance.biggo.com ha stimato il calo in un solo giorno a circa il 15% mentre il panico si diffondeva in tutta la regione. Il mercato di Tokyo ha sopportato il peso maggiore: secondo il Tokyo Market Summary di Moomoo, il Nikkei Average è crollato bruscamente per la seconda sessione consecutiva.
L’ampiezza del declino – che abbraccia fonderie, progettisti, produttori di memoria e investitori nell’intelligenza artificiale – indica un’ampia riduzione del rischio piuttosto che una reazione isolata agli utili di una società.
"Gli investitori perdono fiducia nel commercio dei chip AI"
Fortune ha catturato lo stato d'animo prevalente nel suo rapporto, descrivendo come "i titoli tecnologici guidano un forte sell-off globale mentre gli investitori perdono fiducia nel commercio di chip AI". La frase ha cristallizzato un timore che si accumulava da mesi: che le spese in conto capitale alla base dello sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbero superare le entrate generate.
Questa ansia non ha fatto altro che aggravarsi man mano che gli hyperscaler – i grandi fornitori di cloud la cui spesa alimenta la domanda di chip – si trovano ad affrontare un controllo crescente sul ritorno dei loro investimenti nell’intelligenza artificiale. Reuters ha riferito che, con il settore sotto pressione, alcuni investitori si stanno ora posizionando apertamente per una crescita della spesa hyperscaler più lenta, un cambiamento notevole per un gruppo che ha alimentato in modo affidabile il rally dei chip.
La preoccupazione non è che la spesa crolli da un giorno all’altro, ma che il tasso di crescita possa aver raggiunto il picco. Per un mercato che ha premiato soprattutto l’accelerazione, anche un lieve altopiano può sembrare un precipizio. La spesa in conto capitale dell’hyperscaler è arrivata a livelli straordinari nel perseguimento della capacità dell’intelligenza artificiale, e qualsiasi segno che tali spese stiano superando le entrate generate alimenta il timore che lo sviluppo stia superando la domanda.
La svendita è arrivata anche in un momento imbarazzante per la narrativa più ampia del mercato. Dopo anni in cui l’intelligenza artificiale ha rappresentato un vero e proprio vento favorevole per le azioni, la prospettiva di un picco di entusiasmo ha iniziato a influenzare anche le previsioni più rialziste.
La stagione degli utili si avvicina
L’attenzione è ora rivolta alla prossima settimana, quando un gruppo di nomi importanti riporterà risultati che calmeranno o aggraveranno la disfatta. Reuters ha segnalato che i risultati di Alphabet e Intel saranno “al centro dell’attenzione per il commercio dell’intelligenza artificiale” con l’intensificarsi della stagione degli utili statunitensi – un test per verificare se i maggiori beneficiari dell’intelligenza artificiale possono giustificare le valutazioni che il mercato ha loro assegnato.
Per ora, però, il messaggio del nastro lascia dubbi. Le aziende che hanno costruito le basi fisiche del boom dell’intelligenza artificiale – le fonderie, i produttori di memorie, i progettisti – stanno guidando il mercato al ribasso, e la velocità del contagio asiatico suggerisce che le vendite sono guidate da qualcosa di più delle semplici prese di profitto. Dopo un percorso pluriennale basato sulla promessa di una domanda trasformativa, gli investitori chiedono prove.
Se gli utili di questa settimana forniranno questa prova, o accelereranno la ritirata, contribuirà notevolmente a determinare se il commercio di chip AI sta riprendendo fiato o se sta finendo la strada.
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