Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha chiarito esplicitamente che la sua azienda "non ha mai sostenuto il divieto dei modelli a pesi aperti", cercando di disinnescare una crescente reazione del settore che aveva considerato il laboratorio di sicurezza dell'intelligenza artificiale come l'unico ostacolo contro l'intelligenza artificiale aperta. In un post sul blog pubblicato il 27 luglio 2026, Amodei ha reindirizzato il focus delle sue preoccupazioni sulla sicurezza verso i governi autoritari – soprattutto la Cina – piuttosto che verso i modelli open-weight stessi.

"Chiunque abbia letto i miei scritti precedenti dovrebbe sapere che non considero tali divieti una misura utile, ma permettetemi di dirlo chiaramente in modo che non ci siano dubbi: Anthropic non ha mai sostenuto un divieto sui modelli a peso aperto," ha scritto Amodei, con enfasi sua, secondo TechCrunch. La dichiarazione è arrivata nel mezzo di una settimana di intenso dibattito che ha diviso il settore dell’intelligenza artificiale lungo linee di apertura, sicurezza e geopolitica. Per i lettori che seguono queste tensioni attraverso la copertura del settore dell'intelligenza artificiale, l'intervento di Amodei segna un notevole sforzo per riformulare una conversazione che si era rivoltata nettamente contro la sua azienda.

La Scintilla: la Lettera Aperta di Nvidia

Il chiarimento è stato in parte suggerito dal CEO di Nvidia Jensen Huang, che ha pubblicato il suo primo post su X il 25 luglio, una lettera aperta che esorta i politici a evitare di imporre "restrizioni premature" sui modelli di intelligenza artificiale a peso aperto. La lettera è stata firmata da un lungo elenco di aziende tra cui Hugging Face, Meta, Microsoft, Mistral e la stessa Nvidia. Sebbene la lettera non menzioni la Cina per nome, il dibattito circostante si è incentrato sulle accuse secondo cui i laboratori cinesi di intelligenza artificiale stanno rapidamente acquisendo capacità, in parte distillando la proprietà intellettuale dai modelli di frontiera americani.

Anthropic si era trovata in una posizione scomoda: l’unico grande laboratorio di intelligenza artificiale a non aderire, e la società più spesso citata dai sostenitori del peso aperto come la fazione che spinge per le restrizioni. Business Insider ha riferito che Anthropic "si stava scaldando per essere l'unico grande laboratorio di intelligenza artificiale a non supportare modelli aperti" e che la pressione si è intensificata solo dopo la lettera di Nvidia e il lancio della Open Secure AI Alliance, una coalizione di 37 membri formata sulla scia di una recente violazione della sicurezza di OpenAI, da cui OpenAI, Google e Anthropic erano vistosamente assenti.

Pesi aperti come "bene pubblico"

Amodei ha cercato di tracciare una netta distinzione tra i modelli open-weight e la minaccia geopolitica che ritiene più urgente. "I modelli a pesi aperti che non hanno capacità pericolose sono un bene pubblico: non costano nulla oltre al calcolo necessario per eseguirli e forniscono valore alle aziende, agli sviluppatori e ai ricercatori", ha scritto.

Questa inquadratura allinea Anthropic più strettamente al campo del peso aperto di quanto i suoi critici avessero ipotizzato. Ma Amodei ha allegato una qualificazione critica. Ha sostenuto che i modelli open-weight diventano pericolosi quando possiedono capacità che potrebbero consentire attacchi biologici – non solo le minacce informatiche che hanno dominato i titoli dei giornali recenti. Una volta rilasciati i pesi aperti, ha osservato, citando un rapporto dell’AI Security Institute del Regno Unito, non possono essere ritirati. Ciò va contro la tesi avanzata dai sostenitori dell’open source, i quali sostengono che un ampio accesso a modelli potenti aiuta i difensori a proteggersi.

Il reindirizzamento verso la Cina

La maggior parte del post di Amodei si è allontanato completamente dai pesi aperti e verso quello che ha descritto come il pericolo più consequenziale. Il suo timore, scrive, è che i “governi autoritari” costruiscano modelli più potenti di quelli degli Stati Uniti, consentendo loro di raggiungere una “superiorità militare permanente” e di utilizzare l’intelligenza artificiale per reprimere le proprie popolazioni.

Pur sottolineando che il Partito comunista cinese non è l'unico governo autoritario di cui si preoccupa, lo ha definito "il più capace". Amodei ha delineato una serie di azioni che, a suo avviso, potrebbero contrastare la minaccia, inclusa la limitazione dell’accesso della Cina ai semiconduttori avanzati – un pilastro di lunga data della politica di controllo delle esportazioni degli Stati Uniti. Ha anche fatto riferimento alla minaccia dell’amministrazione Trump di imporre sanzioni contro la Cina se dovesse accertare che si è verificato un furto di proprietà intellettuale che coinvolge modelli statunitensi.

Come ha riassunto Politico la sua posizione: “Non vietare l’intelligenza artificiale a basso costo, ma reprimere la Cina”.

Una linea di faglia a livello di settore

L'episodio mette in luce una spaccatura più profonda nel mondo dell'intelligenza artificiale. Da un lato ci sono aziende come Meta, Mistral, Alibaba e Moonshot AI, che hanno rilasciato validi modelli open-weight e sostengono che l’apertura accelera l’innovazione e democratizza l’accesso. Dall’altro ci sono laboratori come Anthropic – e, su alcune questioni, OpenAI e Google – che mettono in guardia contro il rilascio illimitato di sistemi le cui piene capacità non sono ancora state comprese.

Il chiarimento di Amodei potrebbe ridurre leggermente il divario. Affermando chiaramente che si oppone a divieti assoluti e considera i modelli sicuri a peso aperto come un bene pubblico, ha concesso un terreno significativo al campo aperto. Ma insistendo sul fatto che il vero pericolo risiede nei programmi statali autoritari di intelligenza artificiale piuttosto che nei rilasci commerciali aperti, ha anche spostato il dibattito normativo verso i controlli sulle esportazioni e la sicurezza nazionale – terreno dove il consenso è più ampio e la posta in gioco, a suo avviso, è più alta.

Cosa verrà dopo

Non è chiaro se la dichiarazione di Amodei soddisferà i suoi critici. I sostenitori del peso aperto hanno passato anni a respingere quelle che vedono come restrizioni guidate dalla paura che radicano i laboratori più grandi. La lettera aperta di Nvidia e la formazione della Open Secure AI Alliance suggeriscono che la coalizione a favore dell'apertura sta diventando più organizzata e politicamente assertiva.

Da parte sua, Anthropic sembra scommettere di poter mantenere la sua reputazione di sicurezza senza alienare l’ecosistema più ampio, sostenendo in linea di principio pesi aperti e reindirizzando il controllo verso i rivali geopolitici. La validità di tale atto di bilanciamento può dipendere da ciò che la prossima generazione di modelli aperti si dimostrerà in grado di fare.

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