Capcom, lo studio giapponese dietro Resident Evil, Street Fighter 6 e Monster Hunter, ha formalmente presentato piani per ricostruire il suo motore di gioco di punta attorno all'intelligenza artificiale. Durante la Capcom Open Conference RE: 2026, il programmatore Capcom Satoshi Ishida ha tenuto una presentazione intitolata "Le prospettive e il futuro del progetto REX, ulteriore evoluzione del motore RE per la prossima generazione", in cui ha descritto un piano graduale e incrementale per trasformare RE Engine in quello che l'azienda chiama un "motore di gioco di generazione AI".

L'obiettivo, secondo il discorso di Ishida, è quello di muoversi verso "un futuro in cui creiamo giochi insieme all'intelligenza artificiale" - una dichiarazione sorprendente da parte di uno degli editori più acclamati dalla critica del settore, e che è stata rapidamente ripresa da IGN, Eurogamer, Polygon, Video Games Chronicle, Engadget e The Verge durante il fine settimana. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra aggiornamenti sull'intelligenza artificiale.

Cos'è realmente il progetto REX

RE Engine è la tecnologia interna che ha alimentato l'era moderna di Capcom, eseguendo qualsiasi cosa, da Resident Evil 7 in poi fino a Street Fighter 6 e la serie Monster Hunter. È uno dei motori più efficienti del settore e i giochi Capcom basati su di esso hanno costantemente ottenuto ottime recensioni per qualità visiva e prestazioni.

Il progetto REX, come descritto nella presentazione della conferenza, rappresenta lo sforzo di Capcom di far evolvere quel motore per la prossima generazione di hardware e pratiche di sviluppo. Piuttosto che una singola riscrittura drammatica, Ishida ha strutturato l'integrazione dell'intelligenza artificiale come un processo lento e graduale, trasformando RE Engine, in modo incrementale, in un "motore di gioco di generazione di intelligenza artificiale" che integra l'intelligenza artificiale nei flussi di lavoro di sviluppo dello studio.

I resoconti della conferenza indicano che l’accento è posto sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per aiutare a costruire e testare giochi piuttosto che per sostituire il lavoro creativo stesso. Questa distinzione è importante, sia dal punto di vista legale che reputazionale, poiché i gruppi di lavoro e i giocatori dell’industria dei giochi rimangono profondamente scettici sul ruolo dell’IA generativa nella produzione.

L'efficienza innanzitutto, non le risorse generate dall'intelligenza artificiale

Capcom ha affermato in precedenza che non utilizzerà risorse generate dall'intelligenza artificiale nei suoi giochi e che il suo interesse per la tecnologia è incentrato sul rendere lo sviluppo più efficiente. I commenti di Ishida alla Open Conference sembrano coerenti con questa posizione, anche se, come ha osservato The Verge, sembrano lasciare la porta aperta a un uso più ampio dell’intelligenza artificiale nel tempo.

Quella via di mezzo sta diventando una posizione familiare tra i grandi editori. L'opposizione del pubblico ai contenuti generati dall'intelligenza artificiale è forte: i giocatori hanno criticato gli studi per l'arte, il lavoro vocale e la scrittura generati dall'intelligenza artificiale, e diverse versioni di alto profilo hanno suscitato reazioni negative dopo che sono stati individuati artefatti dell'intelligenza artificiale nei giochi spediti. Allo stesso tempo, i budget di sviluppo continuano a salire e i cicli di produzione continuano ad allungarsi, dando agli studi cinematografici un forte incentivo finanziario per automatizzare qualunque parte della pipeline possa essere automatizzata in modo sicuro.

L'approccio di Capcom - l'intelligenza artificiale all'interno degli strumenti e del motore, non necessariamente sullo schermo - è un tentativo di catturare i guadagni di efficienza evitando i bordi più netti del contraccolpo.

Un tocco ironico: Pragmata

C'è una certa ironia nel tempismo. Come ha notato The Verge, il prossimo gioco di Capcom, Pragmata, è costruito attorno agli orrori dell'intelligenza artificiale, ma in pratica lo studio sembra decisamente intransigente nel mettere l'intelligenza artificiale al lavoro dietro le quinte.

Quella tensione tra finzione e produzione non è esclusiva di Capcom, ma sottolinea la rapidità con cui gli atteggiamenti sono cambiati anche all'interno degli studi più legati alla tradizione. Un'azienda che una volta posizionava l'intelligenza artificiale come un cattivo nel suo marketing, ora la sta pubblicamente progettando come base del suo prossimo decennio di giochi.

Perché è importante per l'industria dei giochi

Capcom non è il primo grande editore a parlare di sviluppo assistito dall'intelligenza artificiale, ma la specificità è importante. Molti studi hanno rilasciato dichiarazioni vaghe sull'"esplorazione" dell'intelligenza artificiale; Capcom ha messo un progetto con nome, un ingegnere con nome e un motore con nome al centro dei suoi piani di prossima generazione, davanti a un pubblico di conferenze aperte.

Se l'evoluzione di RE Engine andasse come descritto da Ishida, gli effetti pratici probabilmente si manifesterebbero prima nelle parti meno affascinanti della creazione del gioco: test automatizzati, gestione della pipeline di risorse e strumenti interni che gli sviluppatori utilizzano per costruire e iterare su mondi enormi. Queste sono aree in cui l'assistenza dell'IA può ridurre i costi senza toccare la grafica o la storia che i giocatori effettivamente vedono, almeno per ora.

L’industria osserverà da vicino. La serie di titoli ben accolti di Capcom lo ha reso uno dei nomi più fidati nel campo dei giochi, e le sue decisioni tendono ad avere ripercussioni sulla scena dello sviluppo giapponese e oltre. Un motore RE di successo dell’era dell’intelligenza artificiale fornirebbe ad altri editori un modello da seguire; un passo falso fornirebbe argomenti ai critici della tecnologia.

Cosa succede dopo

Capcom non ha annunciato una tempistica per quando queste capacità di intelligenza artificiale raggiungeranno l'uso in produzione, e l'attuale impegno dell'azienda ad evitare risorse generate dall'intelligenza artificiale nei suoi giochi rimane il segnale più chiaro delle sue intenzioni a breve termine. Ciò che è cambiato questo fine settimana è che uno degli studi di gioco di maggior successo al mondo si è impegnato pubblicamente a integrare l'intelligenza artificiale al centro del suo stack tecnologico, con attenzione, in modo incrementale e con uno sguardo rivolto a un futuro in cui creare giochi "insieme all'intelligenza artificiale" è semplicemente il modo in cui il lavoro viene svolto.

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