La startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek sta sviluppando il proprio chip AI, secondo tre persone che hanno familiarità con la questione, una mossa che potrebbe ridurre la forte dipendenza dell'azienda dai processori Nvidia e Huawei e segnare un passo significativo nella spinta della Cina verso l'autosufficienza dei semiconduttori.
L’esclusiva Reuters, pubblicata il 7 luglio, ha riferito che DeepSeek – i cui modelli open-weight lo hanno reso uno dei laboratori di intelligenza artificiale più influenti al mondo – sta progettando un chip su misura per l’inferenza, la fase del calcolo dell’intelligenza artificiale in cui un modello addestrato genera risposte per gli utenti, piuttosto che per l’addestramento di nuovi modelli.
Il rapporto ha immediatamente fatto il giro dei mercati finanziari. Le azioni di Nvidia sono crollate dopo la diffusione della notizia, con Investing.com che ha notato il calo del titolo "dopo che un rapporto afferma che DeepSeek sta progettando il proprio chip AI". Per un’azienda che ha costruito la propria posizione dominante diventando il fornitore indispensabile di silicio per l’intelligenza artificiale, la prospettiva che un importante laboratorio cinese di intelligenza artificiale vada per la sua strada è un segnale scomodo.
Costruito per l'inferenza, non per la formazione
La distinzione conta. L'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di frontiera richiede gli acceleratori più potenti e costosi disponibili: un mercato che Nvidia ha effettivamente posseduto. L’inferenza, al contrario, è il lavoro quotidiano che serve milioni di utenti, ed è qui che la maggior parte dei costi e dei volumi di elaborazione si accumula effettivamente man mano che i prodotti AI crescono.
Secondo Reuters, DeepSeek ha fatto affidamento sui chip Nvidia e Huawei per addestrare ed eseguire i suoi modelli popolari a livello globale. Un chip di inferenza personalizzato non la libererebbe completamente da Nvidia, ma ridurrebbe il volume di GPU di fascia alta che la startup deve acquistare per servire i suoi modelli, riducendo potenzialmente i costi e allentando la morsa dei controlli sulle esportazioni statunitensi che hanno limitato l’accesso della Cina all’hardware Nvidia più avanzato.
Fonti hanno detto a Reuters che il progetto è ancora in fase di sviluppo e le persone hanno avvertito che i piani dell'azienda potrebbero cambiare. DeepSeek non ha commentato pubblicamente il progetto.
Parte di una più ampia spinta cinese
Le ambizioni dei chip di DeepSeek non esistono in modo isolato. Si adattano a un modello in cui le aziende tecnologiche cinesi, schiacciate dalle successive serie di restrizioni alle esportazioni statunitensi, stanno correndo per costruire alternative nazionali ai semiconduttori stranieri. ABC News ha riferito che le vendite di chip AI di Nvidia in Cina sono in fase di stallo mentre i produttori di chip locali come Huawei prendono l’iniziativa, un cambiamento che ha subito un’accelerazione da quando Washington ha rafforzato i controlli sulle vendite di chip avanzati nel paese.
La logica strategica di DeepSeek è semplice. Essendo uno dei laboratori di intelligenza artificiale più importanti della Cina, controllare una parte maggiore del proprio stack di calcolo lo isolerebbe dagli shock dell’offerta e dall’incertezza geopolitica, riducendo potenzialmente i costi di gestione dei suoi modelli ampiamente utilizzati su larga scala. Altre aziende cinesi hanno perseguito strategie simili, con la linea Ascend di Huawei e un crescente numero di startup che lavorano per colmare il divario lasciato dai prodotti Nvidia limitati.
Per Nvidia, l’intensificazione degli sforzi della Cina nel settore dei chip rappresenta una minaccia competitiva a lungo termine in quello che una volta era un mercato vincolato. Ogni laboratorio cinese di intelligenza artificiale che progetta il proprio silicio è un cliente che potrebbe non tornare mai più.
Un segnale per il panorama globale dei chip
Il rapporto arriva in un momento in cui il mercato globale dei chip AI si sta frammentando lungo linee geopolitiche. Le aziende statunitensi sono ancora leader nell’hardware di formazione più avanzato, ma il livello di inferenza – dove si gioca l’enorme volume di utilizzo dell’intelligenza artificiale – sta diventando un campo di battaglia contestato. Un chip progettato da DeepSeek, se raggiungesse la produzione, rappresenterebbe un dato notevole in questo contesto, dimostrando che uno sviluppatore di modelli leader è disposto a sostenere gli enormi costi e la complessità del silicio personalizzato per proteggere la propria catena di approvvigionamento.
Solleva inoltre dubbi sulla rapidità con cui i laboratori cinesi potranno colmare il divario tra progettazione e produzione. Progettare un chip AI competitivo è già abbastanza difficile; fabbricarlo su larga scala, dati i vincoli sull’accesso avanzato alla fonderia, è una sfida completamente diversa.
La direzione del viaggio è comunque chiara. Man mano che i controlli sulle esportazioni si rafforzano e la posta in gioco dell’intelligenza artificiale aumenta, sempre più aziende stanno giungendo alla conclusione che la dipendenza da un unico fornitore estero è una vulnerabilità che non possono permettersi. La mossa segnalata da DeepSeek è l’ultimo – e uno dei più consequenziali – segnali di questo cambiamento.
Questa è una storia in via di sviluppo con importanti implicazioni per le industrie dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. Per l'ultima copertura del settore dell'intelligenza artificiale e il reporting continuo sul settore dei chip, AI Buzz Wire sta monitorando ogni angolo.
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