Google ha confermato che sta conducendo un programma pilota che paga gli editori per l’utilizzo dei loro contenuti nelle risposte generate dall’intelligenza artificiale, il passo più diretto della società di ricerca verso la compensazione del settore dei media nell’era della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. Il programma, chiamato AI Contribution, appare all'interno di Google Search Console ed è in fase di test con un gruppo limitato di editori, secondo un rapporto di lunedì di Digiday confermato dal redattore collaboratore di Search Engine Land Barry Schwartz.

Per un ecosistema mediatico che si sta ancora adattando alle panoramiche sull'intelligenza artificiale, gli ultimi sviluppi dell'intelligenza artificiale nella ricerca raramente raggiungono un peso finanziario così elevato. Schwartz ha riferito di aver notato per la prima volta un rapporto "contributo AI" all'interno di Search Console in aprile, ma non aveva idea che riguardasse pagamenti effettivi. Quando all'epoca chiese informazioni a Google, la società rifiutò di rispondere. Ora ha confermato che il programma è reale.

Come funziona il progetto pilota per il contributo dell'IA

Gli editori inclusi nel test visualizzano una schermata di registrazione in Search Console. Schwartz ha condiviso uno screenshot del suo testo: "Inizia a guadagnare con il progetto pilota di contributo dell'intelligenza artificiale. Accumula guadagni quando i tuoi contenuti contribuiscono in modo significativo alle risposte generate dall'intelligenza artificiale nei prodotti partecipanti."

I prodotti partecipanti sono le superfici AI di Google: Gemini, AI Overviews e AI Mode. È stato catturato anche un documento di aiuto che descrive il programma, anche se Schwartz afferma di non avervi accesso diretto.

Il posizionamento conta tanto quanto i pagamenti. Search Console è la dashboard gratuita che milioni di proprietari di siti già utilizzano per monitorare il rendimento delle loro pagine nella Ricerca Google e incorporare il progetto pilota significa che il monitoraggio dei contributi e le entrate potrebbero eventualmente affiancarsi ai dati sui clic e sulle impressioni che gli editori controllano quotidianamente.

La caratterizzazione del programma da parte di Google è volutamente modesta. Secondo Digiday, Google ha confermato che il programma è "un progetto pilota di apprendimento in fase iniziale per testare il modo migliore per premiare i contenuti di alta qualità, oltre al traffico e agli strumenti che già fornisce".

Digiday, che per primo ha riportato la storia lunedì mattina, descrive Google come aver "silenziosamente" scalato uno schema di licenze AI pay-per-value per gli editori, citando diverse fonti del settore vicine alla situazione. Il programma paga gli editori quando i loro contenuti contribuiscono "in modo significativo" alle risposte generate dall'intelligenza artificiale attraverso Gemini, panoramiche AI ​​e modalità AI.

Decine di editori che distorcono le piccole e medie dimensioni

La portata del test rimane poco chiara. Digiday riferisce che almeno dozzine di editori sono stati contattati da Google per il progetto pilota di contributo dell'intelligenza artificiale, ma il punto vendita non è riuscito a ottenere la conferma finale del numero.

Dalla segnalazione emergono due dettagli. In primo luogo, secondo quanto riferito, il programma è stato più attraente per gli editori di piccole e medie dimensioni che per quelli di grandi dimensioni. In secondo luogo, si è esteso ben oltre gli editori di notizie, il che significa che i pagamenti potrebbero alla fine toccare il settore più ampio dell’editoria web piuttosto che il solo giornalismo.

Perché è importante per gli editori

Gli editori hanno passato due anni a chiedere a Google un compenso per i contenuti utilizzati nelle sue funzionalità AI, una richiesta che Search Engine Land riassume chiaramente: l'industria vuole un pagamento per il modo in cui Gemini, AI Mode e AI Overviews attingono ai loro report.

I prodotti di ricerca basati sull’intelligenza artificiale cambiano l’economia di tale scambio. Le panoramiche AI ​​e la modalità AI generano risposte sintetizzate nella parte superiore della pagina dei risultati, attingendo ai contenuti Web per rispondere direttamente, mentre Gemini può rispondere a una domanda senza una pagina dei risultati tradizionale. In ogni caso il materiale sottostante proviene dagli editori, ma l'interazione avviene sulla superficie di Google. Il contributo AI è il primo tentativo confermato di Google di allegare un pagamento a tale scambio a livello di contributi individuali.

Se questo progetto pilota risponda alla domanda del settore è un’altra questione. Schwartz sottolinea che è difficile sapere se la compensazione sarà significativa, poiché si tratta solo di un test. La frase "oltre al traffico e agli strumenti che già fornisce" nella dichiarazione di Google suonerà vuota anche agli editori che sostengono che le risposte dell'intelligenza artificiale riducono del tutto l'incentivo per gli utenti a fare clic sulle fonti.

Tuttavia, la struttura del programma è notevole. Invece di negoziare accordi di licenza una tantum, Google sta testando un meccanismo di pagamento permanente basato sui contributi collegato direttamente agli strumenti di Search Console che gli editori già utilizzano. Se il “pay-per-value” diventasse il modello, i contenuti da cui attingono fortemente le risposte dell’intelligenza artificiale genererebbero entrate ricorrenti per i suoi creatori.

Cosa guardare

Le domande aperte abbondano. Google non ha rivelato gli importi dei pagamenti, i criteri di ammissibilità o se e quando il progetto pilota verrà espanso. Non esiste una tempistica annunciata.

La misurazione è il punto cruciale. Il linguaggio di registrazione lega i guadagni ai contenuti che "contribuiscono in modo significativo" alle risposte dell'intelligenza artificiale, ma né Google né Digiday hanno spiegato cosa si qualifica come contributo significativo, con quale frequenza vengono valutati i contributi o come vengono calcolati i pagamenti.

Gli editori che desiderano partecipare possono controllare i propri account Search Console per la schermata di iscrizione al contributo AI, che attualmente è visibile solo a un gruppo di prova. Il destino del progetto pilota potrebbe dipendere da ciò che Google apprende se il contributo premiante a livello di risposta cambia effettivamente l'economia degli editori o semplicemente mette un cartellino del prezzo su un calo del traffico.

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