Google ha dato il massimo sostegno a Proxima Fusion, unendosi all’utility tedesca RWE in un round di finanziamento record da 411 milioni di euro (468 milioni di dollari) che valuta la startup con sede a Monaco a circa 2,4 miliardi di euro. Annunciato il 7 luglio 2026 e riportato da Reuters, Bloomberg e Sifted, il round segna il più grande investimento privato mai realizzato nella fusione europea – e una scommessa puntata da parte del più grande acquirente mondiale di sistemi di intelligenza artificiale che la tecnologia dell’energia da fusione, a lungo promessa, potrebbe finalmente essere a portata di mano.
L’accordo è degno di nota non solo per le sue dimensioni ma anche per la sua logica strategica. Google, i cui data center sono alla base dei suoi modelli di intelligenza artificiale Gemini e di un vasto business cloud, ha fatto della garanzia di un’abbondante elettricità pulita una priorità aziendale poiché i carichi di lavoro di intelligenza artificiale determinano un aumento senza precedenti della domanda di energia. Sostenere una startup basata sulla fusione è l’espressione più ambiziosa di questa ricerca fino ad oggi. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra aggiornamenti sull'intelligenza artificiale.
La più grande scommessa europea sulla fusione
Secondo ESG Today, il round da 411 milioni di euro rende Proxima la società di fusione con i migliori finanziamenti in Europa, con un valore del finanziamento pari a quasi 2,5 miliardi di euro. Il round è stato guidato da XTX Ventures e East X Ventures e ha attirato un ampio sindacato tra cui KfW Capital, SPRIND, Burda Principal Investments e sostenitori di ritorno come Balderton, Cherry Ventures, DST Global Partners, Lightspeed e European Innovation Council Fund.
Proxima sta perseguendo un progetto noto come stellarator, un approccio alla fusione notoriamente complesso ma potenzialmente più stabile rispetto al tokamak utilizzato dalla maggior parte dei concorrenti. L’azienda è una delle tante corse per dimostrare che la fusione – il processo che alimenta il sole – può essere sfruttata commercialmente sulla Terra.
"L'Europa sta correndo con Stati Uniti e Cina per avere la prima centrale a fusione", ha detto l'amministratore delegato di Proxima, Francesco Sciortino. "Il finanziamento di Proxima dimostra che l'Europa può non solo inventare tecnologie rivoluzionarie, ma anche costruire attorno ad esse aziende competitive a livello globale."
Dal dimostratore alla centrale elettrica
La nuova capitale è destinata alla prossima importante pietra miliare di Proxima: Alpha, un dimostratore stellarator a energia netta progettato vicino a Monaco e il cui completamento è previsto per l'inizio degli anni '30. Alpha ha lo scopo di colmare il divario tra la ricerca sulla fusione e l'implementazione commerciale, aprendo la strada a Stellaris, la prima centrale elettrica stellarator commerciale dell'azienda, più avanti nel decennio.
Proxima ha anche predisposto un sito per il suo eventuale impianto commerciale. RWE, l'azienda tedesca che ha aderito al round, ha accettato di collaborare alla costruzione della prima centrale elettrica stellarator sulla base di un ex impianto di fissione nucleare a Gundremmingen, in Baviera, riproponendo l'infrastruttura dell'era atomica per quello che Proxima spera sarà il suo successore. Sciortino ha interpretato l'entusiasmo degli investitori come il riconoscimento “sia dell'urgenza che dell'opportunità” di sviluppare una tecnologia energetica generazionale.
Perché un'azienda di intelligenza artificiale sta investendo nella fusione
Il coinvolgimento di Google è il dettaglio che lega il round al panorama tecnologico più ampio. Tech Funding News ha riferito che l'investimento è il primo di Google in una società europea di fusione, estendendo una strategia in cui il gigante della ricerca ha sostenuto un portafoglio di startup energetiche avanzate nella speranza di alimentare finalmente i suoi data center con elettricità priva di emissioni di carbonio.
La motivazione è rafforzata dall’intelligenza artificiale. La formazione e l’esecuzione di modelli linguistici di grandi dimensioni richiedono enormi quantità di elettricità e gli analisti hanno avvertito che la domanda da parte dei data center potrebbe presto mettere a dura prova le reti di tutto il mondo. Google, che si è impegnata a utilizzare energia senza emissioni di carbonio 24 ore su 24, ha esplorato le tecnologie geotermica, nucleare di prossima generazione e delle batterie; la fusione rappresenta la frontiera con il rischio più elevato e il rendimento più elevato in quel portafoglio.
La fusione, se funziona su larga scala, promette qualcosa che nessun’altra fonte pulita può offrire in modo affidabile: energia vasta, continua e priva di emissioni senza i rifiuti radioattivi a lunga vita delle centrali nucleari convenzionali. Per un’azienda le cui ambizioni legate all’intelligenza artificiale sono sempre più limitate dall’accesso all’elettricità, vale la pena sostenere questa prospettiva anche su un orizzonte temporale decennale.
Una corsa a tre
Il finanziamento sottolinea anche una competizione geopolitica emergente. Le startup negli Stati Uniti, sostenute da miliardi di capitale privato e da politiche favorevoli, e i programmi sostenuti dallo Stato in Cina stanno perseguendo la fusione insieme agli sforzi europei. La definizione di Sciortino di una corsa tra i tre riflette un crescente consenso sul fatto che qualunque regione dimostri per prima un impianto di fusione commerciale fattibile potrebbe ottenere un vantaggio duraturo nelle industrie ad alta intensità energetica, tra cui l'intelligenza artificiale.
Rimangono ostacoli significativi. Nessuna azienda privata ha ancora prodotto una centrale elettrica a fusione in grado di generare elettricità in modo competitivo, e le tempistiche misurate in decenni significano che la fusione non farà nulla per alleviare la crisi energetica a breve termine dell’IA. I critici notano che la tecnologia è notoriamente "lontana da trent'anni" da generazioni.
Una copertura a lungo termine per il futuro
Per Google, l’investimento in Proxima è meglio inteso come una copertura: una scommessa relativamente piccola, rispetto all’entità della sua spesa complessiva, su un risultato che potrebbe rimodellare l’economia dell’informatica se avesse successo. Per Proxima, il sostegno di una delle aziende tecnologiche più intraprendenti al mondo conferisce credibilità e capitale in una fase critica.
E per l’industria dell’intelligenza artificiale in generale, il round ricorda che i limiti dell’intelligenza artificiale riguardano sempre meno algoritmi e chip piuttosto che gli elettroni. Chiunque risolverà il problema energetico – attraverso la fusione, il nucleare avanzato o qualche altra fonte – determinerà la quantità di intelligenza che i data center del mondo potranno alla fine fornire.
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