Le emissioni di carbonio di Microsoft sono aumentate del 25% nel 2025, ha rivelato la società nel suo ultimo rapporto sulla sostenibilità, poiché l’incessante sviluppo di data center basati sull’intelligenza artificiale ha costretto il colosso della tecnologia a bruciare il suo budget per il clima a un ritmo senza precedenti. Il dato, confermato da Bloomberg, The Verge e Fortune, sottolinea una crescente tensione tra le ambizioni del settore dell’intelligenza artificiale e i suoi impegni ambientali. Per ulteriori notizie e analisi sull'IA dell'ultima ora, visita AI Buzz Wire.

Il rapporto, pubblicato la settimana del 7 luglio 2026, mostra che le emissioni totali di Microsoft hanno raggiunto circa 20 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente: una netta inversione di tendenza per un’azienda che aveva fatto progressi costanti verso il suo obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030. L’aumento è stato guidato quasi interamente dalla costruzione e dal funzionamento di nuovi data center pieni di GPU assetate di energia per addestrare ed eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni.

L'infrastruttura IA determina l'aumento

Microsoft è stata in prima linea nella corsa agli armamenti legati all’intelligenza artificiale, collaborando con OpenAI e investendo miliardi in cluster GPU, sistemi di raffreddamento e infrastrutture energetiche. La divisione cloud di Azure dell'azienda è diventata un fornitore primario di elaborazione per carichi di lavoro di intelligenza artificiale e le richieste energetiche associate hanno sopraffatto i guadagni di efficienza in altre parti delle sue operazioni.

Secondo quanto riportato da GeekWire e QZ, la crescita delle emissioni di Microsoft riflette un modello più ampio in tutto il settore tecnologico. Google, Amazon e Meta hanno visto la loro impronta di carbonio espandersi mentre riversano capitali nelle infrastrutture di intelligenza artificiale. Il boom della costruzione di data center, alimentato dalla domanda di formazione e inferenza con intelligenza artificiale generativa, è diventato il principale fattore di crescita delle emissioni per i principali fornitori di cloud.

Tom's Hardware ha riferito che il responsabile della sostenibilità di Microsoft ha riconosciuto la sfida, ma ha sostenuto che l'obiettivo di riduzione delle emissioni di carbonio per il 2030 rimane raggiungibile. L’azienda ha sottolineato il traguardo raggiunto nel raggiungere il 100% di elettricità rinnovabile, annunciato nel febbraio 2026, come prova della serietà dei suoi impegni.

Una promessa sotto pressione

L’impegno di Microsoft di rimuovere dall’atmosfera più carbonio di quanto ne emette entro il 2030 era considerato il più ambizioso nel settore tecnologico. Ma il boom dell’intelligenza artificiale ha messo in luce la fragilità di quella promessa. Nell’aprile 2026, è stato riferito che Microsoft avrebbe sospeso alcuni acquisti per la rimozione del carbonio e, a maggio, GeekWire ha riferito che la società stava valutando un ritiro da un ambizioso impegno energetico senza emissioni di carbonio mentre la domanda di elettricità basata sull’intelligenza artificiale era aumentata vertiginosamente.

L’aumento delle emissioni del 25% significa che Microsoft ha effettivamente fatto un passo indietro. L’azienda dovrebbe ora ottenere riduzioni ancora più consistenti nei restanti anni del decennio per raggiungere il suo obiettivo, una prospettiva che molti analisti climatici considerano sempre più irrealistica data la crescita prevista dell’informatica basata sull’intelligenza artificiale.

Il dilemma del settore in generale

I numeri di Microsoft sono un segnale d'allarme per l'intero settore dell'AI. L’addestramento di un unico grande modello linguistico può consumare tanta elettricità quanta ne consumano centinaia di famiglie in un anno, e l’inferenza – il processo di esecuzione di modelli addestrati per rispondere alle domande degli utenti – si adatta all’utilizzo. Poiché gli strumenti di intelligenza artificiale sono incorporati nei motori di ricerca, nei software di produttività e nelle app di consumo, il consumo energetico aggregato sta aumentando rapidamente.

CarbonCredits.com ha osservato che l’aumento delle emissioni di Microsoft mette alla prova la credibilità degli obiettivi aziendali di zero emissioni in un contesto più ampio. Se una delle aziende con maggiori risorse al mondo, con impegni espliciti sul clima e accesso alle energie rinnovabili su larga scala, non riesce a mantenere stabili le proprie emissioni durante un potenziamento dell’intelligenza artificiale, le prospettive per le aziende meno capitalizzate appaiono deboli.

The Verge ha riferito che l’esperienza di Microsoft illustra un compromesso fondamentale: ogni dollaro speso per l’infrastruttura AI è un dollaro che avrebbe potuto essere destinato alla riduzione del carbonio. Fino a quando l’intensità energetica dell’informatica basata sull’intelligenza artificiale non diminuirà drasticamente – attraverso chip più efficienti, algoritmi migliori o energia pulita su scala di rete – l’impronta climatica del settore continuerà ad espandersi.

Cosa verrà dopo

Microsoft ha affermato che continuerà a investire in energie rinnovabili, cattura del carbonio e miglioramenti dell’efficienza. L’azienda sta inoltre esplorando l’energia nucleare come fonte di energia a lungo termine per i suoi data center. Ma se queste misure riusciranno a superare il ritmo vertiginoso della diffusione delle infrastrutture di intelligenza artificiale rimane una questione aperta.

Per ora, la cifra del 25% ci ricorda chiaramente che la rivoluzione dell’intelligenza artificiale comporta un pesante prezzo ambientale, con cui l’industria deve ancora fare i conti.

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