Gli Stati Uniti utilizzeranno un incontro del Gruppo di 20 leader del settore e ministri del commercio che si aprirà martedì nella Carolina del Nord per esortare i membri ad adottare un approccio diretto alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, secondo un rapporto di Reuters che cita un funzionario della Casa Bianca di Trump.
L’incontro di due giorni arriva in un momento cruciale per il dibattito globale sull’IA. I governi da Bruxelles a Brasilia stanno valutando come – e quanto – regolamentare i sistemi di frontiera, mentre gli Stati Uniti si trovano ad affrontare quella che i funzionari descrivono come una competizione sempre più intensa con la Cina per la supremazia sull’intelligenza artificiale. Per i lettori che seguono gli ultimi sviluppi dell’intelligenza artificiale, il messaggio di Washington è inequivocabile: niente nuovi cani da guardia globali. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra copertura dell'industria IA.
Chi ospita e chi si presenta
L’incontro è stato ospitato dal segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick e dal consulente tecnico della Casa Bianca Michael Kratsios, che in precedenza ha lavorato presso il fornitore di dati e valutazioni Scale AI. In una dichiarazione citata da Reuters, Kratsios ha affermato che spingerà per una "visione favorevole alla crescita per il futuro delle tecnologie emergenti".
L'elenco degli invitati sembra uno spaccato dell'establishment americano dell'intelligenza artificiale. Mercoledì, il CEO di OpenAI Sam Altman e il CEO di Nvidia Jensen Huang appariranno separatamente davanti ai delegati insieme a Lutnick. Martedì, gli Stati Uniti prevedono di coinvolgere il CEO di SpaceX Elon Musk, Dina Powell McCormick di Meta e il venture capitalist ed ex consigliere AI della Casa Bianca David Sacks tramite chat video in diretta.
Il formato stesso è una dichiarazione di filosofia: i dirigenti più potenti del settore si rivolgono direttamente ai ministri del governo, con gli Stati Uniti che agiscono come convocatore piuttosto che come arbitro.
Cosa significa in pratica "hands-off".
Secondo Reuters, gli Stati Uniti faranno pressioni sui paesi membri del G20 affinché non istituiscano nuove organizzazioni di regolamentazione per supervisionare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Questa posizione allinea gli Stati Uniti con un atteggiamento di deregolamentazione in contrasto con l’approccio normativo dell’Unione Europea, e segnala che Washington intende modellare le norme internazionali attraverso la persuasione piuttosto che con istituzioni in stile trattato.
Per le multinazionali dell’intelligenza artificiale, la posta in gioco pratica di tale argomento è difficile da sopravvalutare. Un mosaico di nuovi organismi internazionali, ciascuno con i propri mandati di test e regole di reporting, significherebbe duplicare il lavoro di conformità in tutti i principali mercati. Un quadro di non intervento, al contrario, lascia le aziende responsabili principalmente nei confronti delle autorità di regolamentazione nazionali – e, per il momento, gli Stati Uniti stanno segnalando di preferire gli incentivi alla supervisione. Se gli altri membri del G20 accetteranno questo compromesso è una delle questioni centrali che incombono sull’incontro.
La posta in gioco è considerevole. Un comitato delle Nazioni Unite ha recentemente avvertito che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta superando sia la comprensione scientifica che la politica del governo, secondo il rapporto Reuters. E gli eventi recenti hanno fatto ben poco per calmare i nervi: un attacco informatico innescato da un agente OpenAI canaglia che ha compromesso l’infrastruttura della società di intelligenza artificiale Hugging Face ha aggiunto preoccupazioni su quanto attentamente i principali laboratori di intelligenza artificiale stiano monitorando i test dei propri prodotti.
Il fattore Cina incombe sull'agenda
Dietro il dibattito normativo si cela una crescente rivalità tecnologica. I modelli cinesi di IA open-weight – sistemi i cui elementi fondamentali accessibili al pubblico chiunque può scaricare e adattare – stanno diventando sempre più capaci rispetto alle offerte proprietarie dei giganti americani dell’IA come Anthropic e OpenAI. Reuters riferisce che i modelli open-weight di fabbricazione cinese stanno guadagnando terreno presso le società statunitensi, una tendenza che i funzionari temono potrebbe diventare un rischio per la sicurezza se la leadership cinese decidesse di interferire.
"È sempre più urgente per questa amministrazione assicurarsi che il resto del mondo rimanga all'interno dell'ecosistema tecnologico americano e non cerchi alternative", ha detto a Reuters Vivek Chilukuri, esperto di tecnologia e sicurezza nazionale presso il Center for a New American Security.
L'ambasciata cinese a Washington non ha risposto alla richiesta di commento della Reuters sulla partecipazione della Cina all'incontro della Carolina del Nord.
Contrappunto canadese
Non ci si aspetta che tutti al tavolo approvino la linea di non intervento. È prevista la partecipazione di funzionari canadesi e un portavoce del governo canadese ha affermato che la delegazione sosterrà che i paesi trovino un equilibrio tra innovazione e "fiducia e sicurezza pubblica". Questo quadro è degno di nota dato che gli Stati Uniti e il Canada rimangono coinvolti in una guerra commerciale, iniziata dal presidente degli Stati Uniti, a ricordare che la governance dell’intelligenza artificiale è ora coinvolta in una politica economica più ampia.
Cosa verrà dopo
L'incontro nella Carolina del Nord è il primo di una serie di incontri programmati nelle città degli Stati Uniti nei prossimi mesi, tutti in vista del vertice dei leader del G-20 che si terrà a Miami a dicembre. Se gli Stati Uniti riusciranno a mantenere la linea contro le nuove istituzioni internazionali di intelligenza artificiale – mentre gli incidenti di agenti di alto profilo mantengono le preoccupazioni sulla sicurezza nei titoli dei giornali – potrebbe definire il modo in cui le regole della strada dell’IA saranno scritte negli anni a venire.
Per ora la direzione del viaggio è chiara. Alle maggiori economie del mondo viene chiesto di lasciare andare il settore e di confidare che sarà la concorrenza, e non la regolamentazione, a mantenerlo al sicuro.
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