Lunedì l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato un nuovo rapporto che chiede maggiori garanzie etiche e una supervisione dell’intelligenza artificiale nella ricerca sanitaria, avvertendo che i meccanismi di revisione esistenti non sono sempre attrezzati per gestire i nuovi rischi che l’intelligenza artificiale introduce nella scienza medica.

Il rapporto, intitolato “Ricerca sanitaria legata all’intelligenza artificiale: revisione e supervisione etica”, offre raccomandazioni a ricercatori, comitati etici, regolatori, finanziatori e responsabili politici su come garantire che la ricerca sanitaria basata sull’intelligenza artificiale sia condotta in modo responsabile. È stato sviluppato congiuntamente da esperti dell’OMS che lavorano nei settori dell’etica della ricerca, della scienza, della salute digitale e dell’intelligenza artificiale ed è stato lanciato lunedì insieme a un evento virtuale. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra ultimi sviluppi nell'IA.

Secondo l’OMS, l’intelligenza artificiale sta rapidamente rimodellando il modo in cui viene condotta la ricerca sanitaria, cambiando il modo in cui vengono analizzati i dati sanitari, il modo in cui vengono progettati gli studi e il modo in cui le nuove tecnologie vengono sviluppate e valutate. Ma l’organizzazione avverte che senza solide garanzie, la ricerca relativa all’intelligenza artificiale potrebbe introdurre rischi che minano i diritti umani, l’equità e la fiducia del pubblico.

Cosa copre il nuovo rapporto dell'OMS

Il rapporto identifica tre grandi categorie di ricerca sanitaria legata all’intelligenza artificiale: ricerca sanitaria che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i dati, ricerca che utilizza strumenti e tecnologie di intelligenza artificiale e ricerca sanitaria condotta sugli stessi strumenti e tecnologie di intelligenza artificiale.

Per ciascuna categoria, la pubblicazione esamina come rafforzare il controllo etico nell’intero ciclo di vita della ricerca: dalla progettazione dello studio e dalla revisione etica fino alla pubblicazione, alla regolamentazione e all’implementazione nel mondo reale.

L’OMS avverte che i meccanismi di supervisione etica esistenti “potrebbero non essere sempre attrezzati” per affrontare i rischi specifici che l’intelligenza artificiale comporta nel processo di ricerca, comprese le questioni relative alla trasparenza, ai pregiudizi, all’equità, alla responsabilità, alla privacy e ai potenziali danni derivanti dalla rapida implementazione di strumenti abilitati all’intelligenza artificiale.

Perché le strutture di revisione esistenti sono sotto pressione

"L'intelligenza artificiale sta creando opportunità senza precedenti per accelerare la ricerca sanitaria e migliorare la vita delle persone", ha affermato nell'annuncio la dottoressa Meg Doherty, direttrice del Dipartimento di Scienza per la Salute dell'OMS. "Allo stesso tempo, l'innovazione deve essere guidata da forti garanzie etiche che tutelino la dignità umana, i diritti e l'equità."

Doherty ha descritto il rapporto come una “considerazione pratica” per aiutare i ricercatori, i comitati etici e i politici a orientarsi sia tra le opportunità che tra i rischi associati alla ricerca sanitaria legata all’intelligenza artificiale.

Il rapporto pone i comitati etici della ricerca – gli organi istituzionali che esaminano gli studi che coinvolgono partecipanti umani – al centro del quadro di supervisione. Ma riconosce che questi comitati potrebbero richiedere competenze, formazione e risorse aggiuntive per rivedere in modo efficace studi sempre più complessi relativi all’intelligenza artificiale, che spesso coinvolgono modelli opachi, grandi set di dati e tecniche che non rientrano nella tradizionale formazione dei revisori etici.

Responsabilità oltre il comitato etico

La pubblicazione sottolinea inoltre che la responsabilità non si ferma alla porta del comitato etico. I ricercatori stessi, afferma l’OMS, hanno il dovere di identificare e mitigare tempestivamente i rischi etici, comunicando in modo trasparente e considerando le più ampie implicazioni sociali delle tecnologie di intelligenza artificiale che costruiscono e distribuiscono.

Al di là dei singoli ricercatori e dei comitati, il rapporto evidenzia il ruolo dei finanziatori, delle riviste scientifiche, degli organismi di governance dei dati, delle società professionali e delle agenzie di regolamentazione nel promuovere la ricerca sanitaria responsabile legata all’intelligenza artificiale. In particolare, si sostiene che alcune sfide sistemiche semplicemente non possono essere gestite solo attraverso la revisione progetto per progetto, riconoscendo che l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’ecosistema della ricerca richiede risposte strutturali a livello istituzionale.

"Una governance efficace dell'intelligenza artificiale nella ricerca sanitaria richiede la collaborazione tra discipline, settori e istituzioni", ha affermato il dottor Alain Labrique, direttore del Dipartimento di dati, analisi sanitaria digitale e intelligenza artificiale dell'OMS. "Poiché le tecnologie dell'intelligenza artificiale continuano a evolversi rapidamente, abbiamo bisogno di meccanismi di supervisione agili, basati sull'evidenza e in grado di garantire che l'innovazione rimanga sicura, affidabile e vantaggiosa per tutti."

La dimensione dell'equità

Una parte significativa del rapporto affronta le sfide e le opportunità nei paesi a basso e medio reddito. Sebbene l’intelligenza artificiale abbia un potenziale significativo per aiutare ad affrontare le sfide sanitarie persistenti in questi contesti, l’OMS osserva che gran parte della ricerca odierna e dello sviluppo tecnologico sull’intelligenza artificiale rimangono concentrati nei paesi a reddito più elevato.

Rafforzare la leadership, la capacità e la partecipazione locale alla ricerca sanitaria legata all’intelligenza artificiale sarà quindi fondamentale, sostiene l’organizzazione, sia per garantire che i benefici dell’intelligenza artificiale siano distribuiti equamente, sia per evitare di creare nuove forme di esclusione o disuguaglianza nella scienza sanitaria globale.

Un punto di partenza, non una parola finale

Riconoscendo la rapidità con cui la tecnologia si sta muovendo, l’OMS descrive il rapporto come un punto di partenza per rafforzare il controllo etico nell’era della ricerca sanitaria legata all’intelligenza artificiale e come base per lo sviluppo di futuri standard, orientamenti e approcci di governance.

Il rapporto arriva mentre i sistemi sanitari di tutto il mondo stanno sperimentando sempre più l’intelligenza artificiale per la diagnosi, la scoperta di farmaci e la documentazione clinica, esercitando pressioni sugli istituti di ricerca affinché adattino i loro processi di revisione. Il messaggio dell’OMS alle istituzioni è che il momento per creare una supervisione competente è adesso, prima che i risultati generati dall’intelligenza artificiale, gli studi progettati dall’intelligenza artificiale e i set di dati analizzati dall’intelligenza artificiale diventino la norma anziché l’eccezione.

Il rapporto completo e i dettagli dell'evento di lancio virtuale di lunedì sono disponibili attraverso i canali ufficiali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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