I ricercatori della Stanford University e del Broad Institute del MIT e di Harvard hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per progettare e sintetizzare virus funzionali che non esistono in natura, segnando ciò che più fonti descrivono come una novità scientifica con implicazioni di vasta portata sia per la medicina che per la biosicurezza.

Nei risultati pubblicati sulla rivista Science il 7 agosto 2026, il gruppo di ricerca ha affermato di aver utilizzato un batteriofago naturale – un virus che infetta i batteri – come modello, quindi di aver utilizzato l’intelligenza artificiale generativa per produrre migliaia di nuove sequenze genomiche. Il team ha sintetizzato chimicamente quasi 300 di questi genomi generati dall’intelligenza artificiale e li ha testati in condizioni di laboratorio, ottenendo 16 virus completamente vitali e autoreplicanti.

Lo studio, condotto da ricercatori tra cui Brian Hie e Samuel King, dimostra che i modelli di apprendimento automatico possono ora progettare da zero intere entità biologiche viventi. Nei test testa a testa, una miscela di virus sintetici si è rivelata più efficace nell’uccidere i batteri E. coli rispetto ai fagi naturali da cui derivano, suggerendo che i patogeni generati dall’intelligenza artificiale potrebbero superare le loro controparti naturali in applicazioni mirate.

Per i lettori che seguono la frontiera in rapido movimento delle [scoperte scoperte della ricerca sull’intelligenza artificiale] (https://aibuzzwire.news), il lavoro è degno di nota per aver oltrepassato una soglia che fino a poco tempo fa apparteneva alla discussione speculativa: la capacità di generare organismi completi e funzionali utilizzando l’intelligenza artificiale.

Dal testo ai genomi

L'approccio rispecchia l'architettura dei modelli linguistici. Invece di prevedere la parola successiva in una frase, il sistema di intelligenza artificiale prevede il successivo elemento costitutivo del genoma virale. Addestrandosi su grandi database di sequenze conosciute di DNA dei fagi, il modello ha appreso i modelli statistici che governano il modo in cui questi genomi vengono assemblati. Potrebbe quindi generare sequenze completamente nuove che seguono le stesse regole biologiche ma non corrispondono a nessun virus precedentemente catalogato.

I ricercatori hanno sintetizzato circa 290 di questi genomi progettati dall’intelligenza artificiale. Quando introdotti in colture batteriche, 16 di essi si sono infettati e replicati con successo all’interno dei loro bersagli, confermando che non si trattava semplicemente di sequenze genetiche plausibili su carta, ma di macchine biologiche funzionanti.

"Il nostro approccio amplia ciò che la genomica sintetica può ottenere insieme a metodi come l'evoluzione diretta e l'ingegneria razionale", hanno scritto gli autori su Science. Hanno affermato che il lavoro "delinea un percorso per generare terapie fagiche adattative e resilienti contro agenti patogeni in rapida evoluzione" e "stabilisce una base per la progettazione generativa di genomi più grandi e complessi".

La promessa medica incontra l'ansia da biosicurezza

Le implicazioni mediche sono significative. I batteriofagi sono stati a lungo studiati come potenziale alternativa agli antibiotici convenzionali, in particolare perché le infezioni batteriche resistenti ai farmaci proliferano in tutto il mondo. Se l’intelligenza artificiale riuscisse a progettare rapidamente fagi su misura per specifici agenti patogeni, potrebbe accelerare lo sviluppo di terapie antimicrobiche personalizzate in un momento in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in guardia dall’imminente era post-antibiotica.

Isaac Bogoch, uno specialista in malattie infettive dell'Università di Toronto e del Toronto General Hospital, non coinvolto nello studio, ha detto ad Al Jazeera che la ricerca ha implicazioni sia promettenti che preoccupanti. I virus progettati dall’intelligenza artificiale potrebbero aiutare ad affrontare le infezioni resistenti agli antibiotici in nuovi modi, ha affermato, ma “quella stessa capacità di progettare virus interi e funzionali potrebbe facilmente diventare un serio rischio di biosicurezza se applicata ad agenti patogeni dannosi”.

Fatemeh Vafaee, professore presso la Scuola di Biotecnologia e Scienze Biomolecolari dell'Università del New South Wales a Sydney, ha fatto eco a questa preoccupazione sul duplice uso sottolineando il rigore dello studio. La convergenza tra intelligenza artificiale generativa e genomica sintetica, ha suggerito, richiede che forti guardrail, protocolli di screening e meccanismi di supervisione crescano insieme alla tecnologia piuttosto che dopo il fatto.

Un modello di capacità di accelerazione

La pubblicazione di Science segue le pietre miliari precedenti nella progettazione di proteine e genomi basata sull’intelligenza artificiale. Nel settembre 2025, i ricercatori hanno annunciato i primi virus al mondo progettati dall’intelligenza artificiale, che hanno dimostrato di replicarsi e uccidere i batteri. Il nuovo studio va oltre generando più virus vitali su larga scala e dimostrando che le combinazioni progettate dall’intelligenza artificiale possono superare i fagi naturali negli esperimenti controllati.

Il ritmo dei progressi ha turbato alcuni esperti di biosicurezza. Il fatto che un singolo gruppo di ricerca possa ora generare centinaia di genomi candidati e convalidarne dozzine nel giro di poche settimane illustra come i modelli generativi stiano comprimendo la linea temporale tra progettazione computazionale e realtà biologica. I politici e gli organismi scientifici chiedono sempre più spesso quadri di screening aggiornati per garantire che i fornitori commerciali di sintesi del DNA possano segnalare sequenze potenzialmente pericolose prima che vengano prodotte.

Diversi governi e organizzazioni internazionali hanno sviluppato standard di screening delle sequenze genetiche parallelamente al rapido progresso degli strumenti biologici dell’IA. La preoccupazione non è ipotetica: poiché il costo della sintesi del DNA continua a diminuire, diminuisce la barriera per trasformare un genoma generato dall’intelligenza artificiale in un organismo fisico.

Cosa verrà dopo

I ricercatori dello Stanford e del Broad Institute hanno affermato che il loro lavoro costituisce una base per la progettazione di genomi progressivamente più grandi e complessi, potenzialmente andando oltre i fagi verso altri sistemi biologici. Hanno posizionato lo studio come prova che l’intelligenza artificiale generativa può funzionare come motore pratico per la biologia sintetica, non semplicemente come esercizio teorico.

Per la comunità scientifica, le domande immediate riguardano la riproducibilità, i protocolli di sicurezza e l’accesso. La possibilità che i fagi progettati dall’intelligenza artificiale possano essere utilizzati in modo sicuro in contesti clinici richiederà test approfonditi. Per il pubblico più ampio, lo studio rappresenta un altro caso in cui l’intelligenza artificiale sta rimodellando un ambito un tempo ritenuto dominio esclusivo della natura.

Stai al passo con l'intelligenza artificiale

Man mano che l’intelligenza artificiale generativa estende la sua portata dal linguaggio e dalle immagini al tessuto della vita stessa, il confine tra design digitale e realtà biologica continua a restringersi. Segui AI Buzz Wire per una copertura continua dell'intersezione tra intelligenza artificiale e scienze della vita.

Leggi altre notizie sulla ricerca sull'intelligenza artificiale →