Foxconn, il colosso taiwanese dell'elettronica che assembla i server AI di punta di Nvidia, ha registrato un aumento di circa il 40% nei ricavi del secondo trimestre, poiché la crescente domanda di hardware di intelligenza artificiale ha portato per la prima volta il suo business cloud e server oltre gli smartphone.

I numeri, riportati il ​​5 luglio 2026, offrono il segnale più chiaro finora che la creazione globale di infrastrutture di intelligenza artificiale non mostra segni di rallentamento. Per gli ultimi sviluppi dell'intelligenza artificiale, il risultato di Foxconn è un campanello d'allarme: l'azienda è il più grande produttore a contratto del mondo e il principale assemblatore di server rack AI con piattaforma Blackwell di Nvidia, che si trovano al centro del boom della spesa dei data center.

I server AI superano gli smartphone

Secondo Bloomberg, Fortune e Reuters, Hon Hai Precision Industry – nome formale di Foxconn – ha registrato vendite trimestrali che hanno superato di gran lunga le aspettative degli analisti, guidate da quella che la società ha descritto come “solida” domanda di prodotti AI. Benzinga ha riportato un aumento anno su anno pari a circa il 40%, mentre Startup Fortune ha osservato che le vendite di server AI hanno ormai superato il tradizionale business degli smartphone di Foxconn come principale fonte di entrate dell'azienda.

Il cambiamento è sorprendente. Foxconn ha costruito la sua posizione dominante assemblando iPhone ed elettronica di consumo per Apple e altri marchi. Per anni, gli smartphone hanno ancorato il suo bilancio. Il risultato del secondo trimestre conferma che gli acceleratori di intelligenza artificiale e i sistemi server che li ospitano sono passati da una promettente attività secondaria al principale motore di crescita dell’azienda.

Un proxy per la spesa delle grandi aziende tecnologiche

Poiché Foxconn assembla i rack di server GB200 e GB300 costruiti attorno alle GPU Blackwell di Nvidia, le sue entrate sono ampiamente trattate come un proxy in tempo reale di quanto Microsoft, Amazon, Google, Meta e Oracle stanno effettivamente spendendo per il calcolo dell'intelligenza artificiale. Un aumento del 40% suggerisce che tali impegni si stanno convertendo in hardware spedito piuttosto che in impegni rimanenti comunicati stampa.

La cifra rientra anche nel dibattito sulla questione se la spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale sia sostenibile o destinata a una resa dei conti. La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito nel suo rapporto annuale che un crollo degli investimenti nell’intelligenza artificiale potrebbe propagarsi a tutta l’economia, e gli analisti hanno passato mesi a verificare se i più grandi fornitori di cloud possano ottenere un ritorno sui loro acquisti di GPU. Il risultato di Foxconn inclina le prove a breve termine verso uno slancio continuo.

L’accelerazione è visibile anche trimestre dopo trimestre. All’inizio del 2026, Foxconn aveva riferito che le vendite di server AI che superavano quelle degli smartphone avevano determinato una crescita dei ricavi di circa il 29% nel primo trimestre. Un balzo a circa il 40% nel secondo trimestre suggerisce che la tendenza non si sta appiattindo ma piuttosto in direzione di un irripidimento, anche se alcuni a Wall Street avevano previsto un periodo di raffreddamento dopo l’esplosione iniziale di investimenti nell’intelligenza artificiale generativa.

Oracle e la spesa dietro i numeri

La copertura di Benzinga ha collegato le spedizioni record di server AI di Foxconn all’ondata più ampia di impegni hyperscaler, individuando la crescente spesa informatica di Oracle. Oracle è emerso come uno degli acquirenti più aggressivi di infrastrutture AI, assicurandosi un'ampia capacità GPU da affittare agli sviluppatori e alle imprese AI. Quando aziende come Oracle effettuano ordini multimiliardari, tali impegni alla fine emergono sotto forma di rack assemblati che lasciano le fabbriche di Foxconn.

Questo ritardo tra l'ordine e la spedizione è il motivo per cui i risultati di Foxconn vengono osservati così attentamente. I ricavi contabilizzati nel secondo trimestre riflettono le decisioni prese mesi prima, il che significa che i dati offrono una lettura ritardata ma insolitamente affidabile della fiducia che mantengono i maggiori acquirenti. Un aumento del 40% implica che gli ordini effettuati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 erano ingenti e che non sono stati annullati o rinviati.

Focus sulla catena di fornitura Nvidia

Foxconn non è l'unico assemblatore di Nvidia (anche concorrenti tra cui Inventec, Wistron e Edgecore di Taiwan costruiscono server AI) ma è il più grande. I suoi stabilimenti in Messico, in particolare, sono diventati fondamentali per la strategia di Nvidia di produrre server AI per i clienti statunitensi al di fuori della Cina, una risposta all’escalation dei controlli sulle esportazioni di chip avanzati.

I numeri del secondo trimestre sottolineano quanto sia diventata concentrata la catena di fornitura dell’hardware AI. La domanda fluisce da una manciata di giganti del cloud ai progetti GPU di Nvidia, quindi alle linee di assemblaggio di Foxconn e da lì ai produttori di memorie - SK Hynix, Micron e Samsung - che forniscono la memoria a larghezza di banda elevata (HBM) accanto a ciascun acceleratore. L'impennata di Foxconn è un riflesso degli ordini effettuati molti mesi prima.

Cosa significa per il mercato

Per gli investitori e gli osservatori del settore, il risultato Foxconn porta due aspetti. In primo luogo, la spesa per le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale è rimasta solida per tutto il secondo trimestre del 2026, confutando – almeno per ora – le previsioni di un imminente crollo delle spese di spesa. In secondo luogo, la catena di fornitura fa fatica a tenere il passo, il che aiuta a spiegare le persistenti carenze e i prezzi elevati che si sono riversati sul mercato delle GPU consumer.

La stessa Nvidia ha descritto l’informatica basata sull’intelligenza artificiale come un’opportunità pluriennale da molti trilioni di dollari, e partner come Foxconn ne sono la prova. “Una solida domanda di intelligenza artificiale”, l’espressione utilizzata dall’azienda, può sembrare modesta, ma si traduce in un’operazione di produzione che va a tutto gas per assemblare alcuni dei sistemi server più complessi mai costruiti su scala industriale.

In particolare, l’incremento delle entrate si è verificato proprio mentre Foxconn stava affrontando la pressione geopolitica per diversificare la produzione lontano dalla Cina e verso Vietnam, India e Messico. Il fatto che la società abbia comunque registrato una crescita del 40% suggerisce che la sua espansione di capacità sta tenendo il passo con gli ordini, per ora.

Stai al passo con l'intelligenza artificiale

I risultati di Foxconn sono una finestra sulla spina dorsale fisica del settore dell’intelligenza artificiale. Per ulteriori informazioni su aziende, accordi e hardware che alimentano il boom dell'intelligenza artificiale, segui la nostra copertura sul settore dell'intelligenza artificiale.

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Fonti: Bloomberg, Fortune, Reuters, Benzinga, Taipei Times.