Due delle più grandi piattaforme social del mondo hanno implementato nuove misure per combattere l’ondata di contenuti di bassa qualità generati dall’intelligenza artificiale – ampiamente soprannominati “AI slop” – che hanno inondato i feed degli utenti. LinkedIn ha introdotto un pulsante di segnalazione dedicato per segnalare lo spam generato dall’intelligenza artificiale, mentre Snapchat si è mosso per vietare i video generati dall’intelligenza artificiale dal suo feed di raccomandazioni Spotlight, segnalando una reazione coordinata del settore contro l’inquinamento dei contenuti automatizzati.
Le mosse, riportate tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2026 da Fortune, TechCrunch, BBC, PCMag e The Register, segnano una notevole inversione di rotta per le piattaforme che fino a poco tempo fa abbracciavano funzionalità di intelligenza artificiale generativa per i propri utenti.
Pulsante "Sembra che l'intelligenza artificiale" di LinkedIn
La modifica più visibile di LinkedIn è una nuova opzione di reporting che consente agli utenti di contrassegnare post e commenti con l'etichetta "sembra uno schifo di intelligenza artificiale". Secondo Fortune, la piattaforma di networking professionale ha bloccato miliardi di tentativi di commento automatizzati nei mesi precedenti al lancio, una cifra che sottolinea l'enorme volume di spam generato dall'intelligenza artificiale che prende di mira il servizio.
The Register ha riferito che le modifiche vanno oltre il pulsante di segnalazione: LinkedIn ha anche rimosso i propri strumenti di riscrittura dell'intelligenza artificiale, funzionalità che in precedenza aiutavano gli utenti a redigere o riformulare i post utilizzando l'intelligenza artificiale generativa. La rimozione suggerisce che l’azienda ora considera i suoi ausili per la scrittura basati sull’intelligenza artificiale integrati come parte del problema della brodaglia piuttosto che come una soluzione ad esso.MediaPost ha definito il cambiamento come se LinkedIn “invertisse il suo approccio ai contenuti generati dall’intelligenza artificiale”, un perno notevole per una piattaforma di proprietà di Microsoft, uno dei più grandi sviluppatori di intelligenza artificiale al mondo.
Snapchat vieta i video AI da Spotlight
Snapchat ha adottato un approccio diverso ma altrettanto efficace. PCMag ha riferito il 1° agosto che la piattaforma ha vietato la visualizzazione di video generati dall'intelligenza artificiale in Spotlight, il suo feed di consigli video in formato breve in stile TikTok. La restrizione prende di mira i contenuti creati o sostanzialmente modificati da strumenti di intelligenza artificiale generativa privi di una paternità umana significativa.
BBC ha confermato che Snapchat si è unito ad "altre piattaforme nella lotta contro l'insuccesso dell'intelligenza artificiale", con YouTube citato come un altro importante servizio che ha inasprito le sue regole sui contenuti generati dall'intelligenza artificiale nei feed consigliati. I tempi coordinati suggeriscono un consenso emergente tra le società di social media secondo cui i contenuti generati algoritmicamente stanno degradando l’esperienza dell’utente su larga scala.Perché la repressione adesso
Il termine “AI slop” – un discendente delle vecchie etichette “spam” e “clickbait” – è emerso quando gli strumenti di intelligenza artificiale generativa hanno reso banalmente economico produrre grandi quantità di testo, immagini e video dall’aspetto plausibile. Il problema è particolarmente acuto sulle piattaforme con algoritmi di raccomandazione che premiano il coinvolgimento, perché i contenuti generati dall’intelligenza artificiale possono essere prodotti in serie per ingannare tali sistemi.
L'esperienza di LinkedIn illustra la portata. I miliardi di tentativi di commento automatizzati bloccati rappresentano una corsa agli armamenti tra le difese della piattaforma e i malintenzionati che utilizzano agenti di intelligenza artificiale per generare contenuti di engagement farming a volume industriale. L'aggiunta di un pulsante di report rivolto all'utente consente in modo efficace il crowdsourcing del rilevamento, trasformando la base utenti della piattaforma in un livello di controllo qualità distribuito.
Il divieto di Spotlight di Snapchat si rivolge a un vettore diverso: il feed di raccomandazioni stesso. Escludendo i video generati dall'intelligenza artificiale dall'algoritmo che mostra i contenuti agli spettatori, Snapchat mira a proteggere la qualità editoriale di un feed progettato per competere con TikTok per l'attenzione degli utenti.
Una resa dei conti per l'intelligenza artificiale integrata nella piattaforma
La repressione porta con sé una dose di ironia. Microsoft, la società madre di LinkedIn, è uno dei principali investitori nell'intelligenza artificiale generativa attraverso la sua partnership con OpenAI. Snapchat stesso ha integrato funzionalità AI nella sua app, inclusi obiettivi basati sull'intelligenza artificiale e un chatbot. La decisione di queste piattaforme di limitare ora i contenuti generati dall’IA – compresi i propri strumenti di scrittura AI – riflette un crescente riconoscimento del fatto che l’economia della produzione illimitata di contenuti AI è in conflitto con gli obiettivi di esperienza utente che hanno reso queste piattaforme preziose in primo luogo.
Per gli osservatori delle ultime notizie sull'intelligenza artificiale, lo schema è familiare. Ogni grande interruzione della piattaforma di contenuti – dallo spam nei commenti alle notizie false alla radicalizzazione algoritmica – alla fine produce un contraccolpo normativo e di prodotto. Sembra che il rallentamento dell’IA stia entrando in quella fase, con le piattaforme che passano dalla tolleranza passiva alla soppressione attiva.
Cosa verrà dopo
Gli analisti del settore si aspettano che le misure anti-slop si intensifichino. LinkedIn ha indicato che il pulsante di segnalazione fa parte di una serie più ampia di modifiche "a venire", secondo The Register. YouTube, TikTok e altre piattaforme basate sui consigli probabilmente dovranno affrontare pressioni simili per filtrare o etichettare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale in modo più aggressivo.
La sfida più profonda è il rilevamento. Man mano che i modelli generativi migliorano, distinguere i contenuti assistiti dall’intelligenza artificiale di alta qualità da quelli prodotti in serie diventa sempre più difficile. Le piattaforme potrebbero infine aver bisogno di sistemi di intelligenza artificiale per combattere lo spam generato dall’intelligenza artificiale: una corsa agli armamenti senza un traguardo evidente. Per ora, il messaggio di LinkedIn e Snapchat è chiaro: l’era dei contenuti IA illimitati e non regolamentati sui feed social sta volgendo al termine.
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