Netflix ha rivelato che i flussi di lavoro dell’intelligenza artificiale generativa sono stati utilizzati su circa 300 dei suoi titoli nel corso del 2026, segnando la rivelazione più concreta finora di quanto profondamente la tecnologia sia penetrata nella pipeline di produzione di un’importante società di intrattenimento.

La divulgazione, fatta nel rapporto sugli utili del secondo trimestre del colosso dello streaming pubblicato il 16 luglio 2026, segnala che l’intelligenza artificiale non è più un progetto parallelo sperimentale per Hollywood ma uno strumento di produzione quotidiana che arriva più velocemente di quanto molti nel settore si aspettassero. Mentre gli studi cinematografici cercano modi per gestire budget in aumento e programmi di rilascio sempre più serrati, l’intelligenza artificiale generativa sta diventando una parte centrale del modo in cui vengono realizzati i contenuti di prestigio. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra aggiornamenti sull'intelligenza artificiale.

Una divulgazione unica nel suo genere

In una lettera agli azionisti che accompagna i risultati del secondo trimestre, Netflix ha affermato che l’intelligenza artificiale generativa è stata applicata a circa 300 programmi nella sua libreria finora quest’anno. Secondo la società, l'uso della tecnologia abbraccia ogni fase di una produzione, dal lavoro concettuale iniziale e pre-visualizzazione fino alla post-produzione e al rilascio finale, sebbene Netflix abbia individuato la post-produzione come il luogo in cui si svolge la più pesante concentrazione di lavoro.

Il co-CEO Ted Sarandos ha rafforzato questa impostazione, dicendo agli investitori che l’intelligenza artificiale viene utilizzata principalmente nella post-produzione piuttosto che sostituire il lavoro creativo sul set. La distinzione è importante in un momento in cui l’uso dell’intelligenza artificiale nel cinema e in televisione rimane politicamente e giuridicamente problematico, in particolare dopo gli scioperi di scrittori e attori del 2023, guidati in parte dalle preoccupazioni sulla tecnologia.

L'azienda ha nominato titoli specifici in cui la tecnologia ha fatto la differenza, tra cui la serie thriller sportiva indiana Glory, la miniserie di calcio brasiliana Brasil 70: A Saga do Tri e la docuserie incentrata sulla rivoluzione americana The American Experiment. In quelle produzioni, ha affermato Netflix, l’intelligenza artificiale generativa ha contribuito a creare sequenze altamente complesse, comprese dimensioni maggiori della folla e scene di battaglia su larga scala, che altrimenti sarebbero state proibitivamente costose o avrebbero richiesto molto tempo da girare.

"Output di qualità superiore più rapidamente e a costi inferiori"

Netflix è stata schietta riguardo alla logica commerciale. "Stiamo sfruttando sempre più questi strumenti per fornire risultati di qualità superiore più rapidamente e a un costo inferiore rispetto ai metodi tradizionali", ha dichiarato la società agli azionisti. Ha aggiunto che in alcuni casi le produzioni “avrebbero dovuto tralasciare inquadrature e sequenze chiave in assenza della tecnologia GenAI”, un riconoscimento del fatto che l’intelligenza artificiale sta ora consentendo ambizioni creative che i budget da soli non potrebbero supportare.

Per un settore che ha trascorso gli ultimi due anni intrappolato tra l’hype e la paura nei confronti dell’intelligenza artificiale, il tono di Netflix è stato sorprendentemente pragmatico. Piuttosto che considerare l’intelligenza artificiale come un salvatore creativo o una minaccia esistenziale, l’azienda l’ha posizionata come uno strumento pratico per fare di più con meno, esattamente il tipo di inquadramento che i gruppi di lavoro e alcuni registi hanno avvertito potrebbe tranquillamente normalizzare lo spostamento dell’artigianato umano.

Perché i numeri sono importanti

La cifra di circa 300 titoli è significativa in gran parte perché nessuno studio importante aveva precedentemente fissato un numero sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale su questa scala. La trasparenza di Netflix, sia essa volontaria o una risposta alla crescente pressione da parte di investitori e regolatori, offre il punto di riferimento più chiaro fino ad oggi per quanto ampiamente l’intelligenza artificiale generativa sia stata adottata all’interno del listino di una singola azienda.

Solleva anche domande a cui la divulgazione di Netflix non ha risposto. L’azienda non ha specificato su quali specifici strumenti o fornitori di intelligenza artificiale si affida, quanti lavoratori sono coinvolti in flussi di lavoro assistiti dall’intelligenza artificiale o se la tecnologia sta sostituendo attività precedentemente eseguite da artisti umani o semplicemente aggiungendo capacità. Questo divario lascia aperta la questione centrale che alimenta l’ansia del settore: se l’intelligenza artificiale sta aumentando il lavoro creativo o lo sta sostituendo.

Persistono tensioni nel settore creativo

La divulgazione di Netflix avviene in un contesto di continua tensione sull’intelligenza artificiale nei settori creativi. Cineasti e artisti degli effetti visivi hanno espresso allarme per la diffusione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale e per l’erosione dell’artigianato, anche se gli studi cinematografici sostengono che la tecnologia è indispensabile per competere in un mercato globale dello streaming. Il contrasto è emerso chiaramente di recente quando il regista Christopher Nolan ha criticato pubblicamente la proliferazione di contenuti generati dall'intelligenza artificiale, anche se Netflix, uno dei maggiori acquirenti del suo settore, stava silenziosamente incorporando la tecnologia in centinaia di titoli.

È improbabile che queste tensioni si allentino. Gli scioperi di Hollywood del 2023 hanno prodotto un nuovo linguaggio contrattuale che regola l’uso dell’intelligenza artificiale, ma le regole rimangono un lavoro in corso e la velocità di adozione sembra superare i limiti. I dati del secondo trimestre di Netflix suggeriscono che, almeno per i player più grandi, la decisione è già stata presa: l’intelligenza artificiale generativa è ora un elemento pubblicitario standard nel modo in cui viene prodotto l’intrattenimento moderno.

Un segnale competitivo

Per i concorrenti, la divulgazione aumenta la pressione affinché seguano l’esempio o spieghino perché non lo fanno. Disney, Warner Bros. Discovery, Amazon e Apple hanno tutte investito nella produzione assistita dall’intelligenza artificiale, ma nessuno ha offerto un resoconto pubblico paragonabile di quanto ampiamente venga utilizzata la tecnologia. La volontà di Netflix di inserire un numero potrebbe spingere i rivali verso una maggiore trasparenza o, al contrario, incoraggiarli ad espandere le proprie pipeline di intelligenza artificiale prima di rimanere ulteriormente indietro in termini di costi e velocità.

Netflix non ha fornito obiettivi lungimiranti per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ma l’ampiezza della sua attuale adozione rende chiaro che il ruolo della tecnologia a Hollywood non è più una questione di se, ma di quanto e a spese di chi. Mentre le guerre dello streaming lasciano il posto a una corsa all’efficienza, l’intelligenza artificiale generativa sembra destinata a rimanere uno degli strumenti di produzione più attentamente monitorati e più controversi del settore.

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