OpenAI ha proposto di conferire al governo degli Stati Uniti una partecipazione azionaria del 5% nella società come parte di una più ampia strategia di intelligenza artificiale, ha riferito il Financial Times il 2 luglio 2026, con Reuters, Bloomberg, CNBC, CNN e Forbes che hanno confermato in modo indipendente la storia.
La proposta, descritta da Bloomberg come parte di un più ampio “piano AI”, vedrebbe il governo federale assumere una posizione di proprietà diretta nella startup AI più importante del mondo. Secondo la CNBC, l'offerta è progettata per alleviare la crescente pressione politica da parte di Washington, dove l'amministrazione Trump ha sempre più esaminato attentamente i modelli di rilascio e le pratiche di sicurezza di OpenAI. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra aggiornamenti sull'intelligenza artificiale.
Colloqui in fase iniziale
Il Guardian ha definito i colloqui "primi colloqui", suggerendo che non è stato raggiunto alcun accordo finale. La CNN, citando il rapporto del Financial Times, ha osservato che le conversazioni sono in corso e che la struttura di qualsiasi partecipazione governativa rimane in fase di negoziazione.
La proposta arriva in un momento cruciale per OpenAI. La società ha dovuto affrontare un’intensificazione della supervisione da parte del governo nelle ultime settimane. Alla fine di giugno, l’amministrazione Trump ha chiesto a OpenAI di scaglionare il rilascio della sua suite di modelli GPT-5.6 per motivi di sicurezza nazionale, limitando le varianti più potenti solo a “partner fidati”. L’amministrazione ha anche spinto Meta a presentare i suoi modelli di intelligenza artificiale per le revisioni della sicurezza del governo.
Un accordo tra aziende e governo senza precedenti
Una partecipazione governativa del 5% in un’azienda leader nel settore dell’intelligenza artificiale sarebbe praticamente senza precedenti nella storia aziendale americana. MarketWatch ha osservato che una tale mossa allineerebbe gli interessi finanziari del governo federale al successo commerciale di OpenAI, creando potenzialmente un potente incentivo per un trattamento normativo favorevole.
Bloomberg ha riferito che la proposta di partecipazione è incorporata in un quadro più ampio che OpenAI ha sviluppato, a volte definito informalmente come il concetto di "fondo patrimoniale AI". L’idea, come descritta da Quartz, consentirebbe al pubblico di condividere i vantaggi finanziari dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, dando al governo un posto al tavolo delle decisioni strategiche.
Il concetto ha una certa somiglianza con le strutture dei fondi sovrani utilizzati dai paesi del Medio Oriente e della Scandinavia, dove i governi nazionali detengono partecipazioni azionarie in settori strategici. Tuttavia, applicare un simile modello a una società tecnologica americana privata rappresenta un territorio inesplorato.
Pressione da parte della concorrenza
La proposta di partecipazione arriva anche nel momento in cui OpenAI si trova ad affrontare una crescente pressione competitiva. Fortune ha riferito il 2 luglio che Sam Altman sta "cercando un nuovo ordine mondiale per l'intelligenza artificiale" mentre OpenAI perde lentamente terreno rispetto a Google e Anthropic. Dati recenti hanno mostrato che i modelli Claude di Anthropic stanno guadagnando quote di mercato sia tra i consumatori che tra i clienti aziendali, mentre Gemini di Google continua ad espandere il proprio set di funzionalità.
Anthropic, ora considerata la startup AI di maggior valore al mondo dopo aver superato OpenAI in termini di valutazione all’inizio di quest’anno, ha adottato un approccio diverso nei confronti delle relazioni governative. L'azienda ha recentemente ottenuto l'autorizzazione del governo degli Stati Uniti per rilanciare i suoi modelli più potenti nell'ambito di un quadro di "organizzazioni fidate" e ha approfondito le partnership con le agenzie governative attraverso la sua piattaforma governativa Claude.
Questioni politiche ed etiche
La proposta solleva interrogativi significativi sull’adeguato rapporto tra governo e aziende che costruiscono sistemi di intelligenza artificiale trasformativi. I critici potrebbero sostenere che una partecipazione azionaria del governo potrebbe compromettere l’indipendenza normativa, creando un conflitto di interessi in cui la stessa entità che regola l’intelligenza artificiale trae profitto anche dal suo principale sviluppatore.
I sostenitori dell’idea, tuttavia, potrebbero considerarla un modo pragmatico per garantire che il pubblico americano tragga benefici finanziari dalle scoperte dell’intelligenza artificiale, in particolare mentre crescono le preoccupazioni sulla disoccupazione tecnologica e sulla concentrazione della ricchezza. L’amministrazione Trump ha già ventilato concetti volti a garantire che i cittadini partecipino ai guadagni economici guidati dall’intelligenza artificiale, e la quota proposta potrebbe essere vista come un’estensione di quel pensiero.
CoinDesk ha osservato che la proposta si interseca anche con discussioni più ampie nelle comunità di criptovaluta e tecnologia sulla governance dell'intelligenza artificiale, sulla proprietà dei dati e sulla distribuzione della ricchezza generata dall'automazione.
Cosa succede dopo
Con i colloqui descritti come preliminari, qualsiasi accordo finale sarebbe probabilmente sottoposto al controllo da parte delle autorità di regolamentazione antitrust, degli avvocati specializzati in titoli finanziari e del Congresso. La Securities and Exchange Commission dovrebbe rivedere l’accordo e risolvere le questioni relative alla valutazione, ai diritti di voto e alla struttura di governance.
OpenAI non ha ancora confermato o smentito pubblicamente il rapporto del Financial Times. La società non ha risposto immediatamente alle richieste di commento provenienti da più organi di stampa.
Per il settore dell’intelligenza artificiale, la proposta segnala una nuova fase nel rapporto tra aziende tecnologiche e governo, una fase in cui il coinvolgimento finanziario potrebbe diventare importante quanto la conformità normativa. Se altre società di intelligenza artificiale dovranno affrontare pressioni simili per offrire partecipazioni governative rimane una questione aperta, ma il precedente, se stabilito, potrebbe rimodellare il panorama competitivo negli anni a venire.
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