Il Pentagono sta portando avanti i piani per costruire data center di intelligenza artificiale su basi militari, affittando terreni federali a società private per ospitare l’infrastruttura informatica dietro le ambizioni di accelerazione dell’intelligenza artificiale delle forze armate statunitensi, una mossa che ora sta attirando un attento esame da parte del Congresso.
I legislatori di entrambe le camere stanno avanzando misure che costringerebbero il Dipartimento della Difesa a rallentare e a essere più trasparente su dove e come costruirà i data center, secondo un rapporto di Politico. La spinta riflette il crescente disagio a Capitol Hill per il fatto che l’esercito si sta muovendo più velocemente di quanto la supervisione possa tenere il passo, affittando installazioni federali sensibili a società private con scarsa responsabilità pubblica. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra copertura dell'industria IA.
Affittare la Base per il Server
Il Dipartimento della Difesa sta già affittando terreni a società private per costruire data center proposti per basi militari, ha riferito Politico, citando le preoccupazioni emergenti del Congresso. L’accordo consente al Pentagono di espandere rapidamente la capacità computazionale di cui ha bisogno per l’intelligenza artificiale, dalla gestione della battaglia e dal rilevamento delle minacce alla logistica, senza costruire e gestire le strutture stesse.
Quella velocità ha un costo. Critici e legislatori temono che l’affitto di terreni base a operatori commerciali sollevi interrogativi su chi controlla le infrastrutture, come vengono contabilizzate l’elettricità e l’acqua consumate dalle strutture e cosa succede alle comunità e alle operazioni militari che le circondano. I data center sono notoriamente assetati di potere e collocarli su installazioni militari aggiunge uno strato di sensibilità alla sicurezza nazionale che le regole esistenti sui data center commerciali non sono mai state progettate per gestire.
Il Congresso spinge per la trasparenza
La maggior parte delle misure del Congresso prese in considerazione non bloccherebbero del tutto la crescita del Pentagono. Invece, secondo Politico, richiederebbero studi, valutazioni e pianificazione aggiuntiva che costringerebbero il Dipartimento della Difesa a prendere in considerazione ed essere trasparente riguardo ai data center proposti prima di aprire il terreno.
Le disposizioni si stanno facendo strada attraverso il processo legislativo come parte di dibattiti più ampi sulla politica di difesa, compreso il National Defense Authorization Act, che è diventato un veicolo ricorrente per i legislatori che cercano di imporre guardrail all’intelligenza artificiale militare. Il Comitato per i servizi armati del Senato ha già avanzato i propri limiti militari sull’intelligenza artificiale per il disegno di legge sulla difesa fiscale del 2027, riflettendo un appetito bipartisan per una supervisione più rigorosa anche tra i legislatori ampiamente favorevoli alla tecnologia.
Dietro la spinta: un "arsenale AI" da 30 miliardi di dollari
La reazione del Congresso arriva mentre il Pentagono persegue una delle più ambiziose costruzioni di infrastrutture di intelligenza artificiale nel governo federale. Secondo i documenti di bilancio riportati da DefenseScoop, il Dipartimento della Difesa ha richiesto quasi 30 miliardi di dollari, in particolare circa 29,5 miliardi di dollari, per l’anno fiscale 2027 per acquistare e abilitare supercomputer IA di prossima generazione e modernizzare l’infrastruttura informatica militare.
Gran parte di questa spesa è organizzata nell’ambito di quella che il Pentagono chiama l’iniziativa AI Arsenal, uno sforzo per costruire un portafoglio di data center altamente sicuri e centralizzare le risorse di supercalcolo all’interno della forza congiunta. Un funzionario citato da DefenseScoop ha collegato lo sforzo al piano d'azione sull'intelligenza artificiale della Casa Bianca, che sottolinea l'importanza di una solida infrastruttura IA. La portata della richiesta sottolinea quanto l’informatica basata sull’intelligenza artificiale sia diventata centrale nei piani di modernizzazione dell’esercito e perché il Congresso sia riluttante a lasciarla procedere senza controllo.
Una tensione familiare
Lo scontro sui data center militari rispecchia un dibattito nazionale più ampio sulla rapida diffusione delle infrastrutture IA. In tutto il Paese, le comunità locali, i servizi pubblici e i gruppi ambientalisti si stanno opponendo ai data center di grandi dimensioni, citando l’impennata della domanda di elettricità, il consumo di acqua e la tensione sulle reti elettriche locali. Quando quelle stesse strutture sono situate in basi militari, le preoccupazioni sono amplificate da questioni di sicurezza nazionale e di controllo democratico.
L’industria privata si muove parallelamente. Rapporti precedenti indicavano che SpaceX era in trattative per fornire al Pentagono una potenza di calcolo basata sull’intelligenza artificiale del valore di miliardi, segno che il Dipartimento della Difesa sta perseguendo molteplici strade, dai terreni base affittati alle partnership commerciali, per soddisfare la sua fame di calcolo. I critici sostengono che l’ampiezza di questi accordi li rende più difficili da monitorare.
La posta in gioco per l'intelligenza artificiale militare
Per il Pentagono, il calcolo è semplice: l’intelligenza artificiale è ora fondamentale nella guerra e il dipartimento sostiene che non può permettersi di aspettare. I pianificatori della difesa statunitense hanno ripetutamente considerato l’intelligenza artificiale essenziale per tenere il passo con gli avversari, in particolare con la Cina, in una competizione tecnologica in rapida evoluzione. Questa urgenza si è tradotta in richieste di spesa record e nella volontà di sperimentare nuovi modelli contrattuali.
Per il Congresso, il rischio è che una rete estesa e opaca di data center militari, alcuni gestiti da società private su terreni federali affittati, venga costruita prima che qualcuno ne abbia valutato appieno le conseguenze. Le preoccupazioni dei legislatori riguardano i costi, l’impatto ambientale, la sicurezza informatica e la questione fondamentale se gli operatori privati nelle basi militari debbano essere tenuti agli stessi standard del governo.
Il modo in cui questa tensione verrà risolta contribuirà a modellare non solo il futuro dell’intelligenza artificiale militare, ma costituirà un precedente su come il governo degli Stati Uniti gestisce il boom delle infrastrutture che ora sta rimodellando l’intera economia. La richiesta dei legislatori è, in fondo, modesta: che prima che i server entrino in funzione nelle basi nazionali, il Pentagono dovrebbe spiegare esattamente cosa sta costruendo e perché.
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