L’amministratore delegato di Alphabet, Sundar Pichai, ha respinto le crescenti affermazioni secondo cui Google sta perdendo terreno nella corsa all’intelligenza artificiale, dicendo agli investitori che il prossimo grande passo della società dipende dalla costruzione di Gemini 4 e di modelli di fondazione molto più grandi. Le osservazioni, riportate da Reuters il 23 luglio 2026, si sono accompagnate a risultati trimestrali di successo che non sono ancora riusciti a rassicurare completamente Wall Street.

La difesa della posizione competitiva di Google è un momento cruciale in un contesto che domina la nostra [copertura del settore dell’intelligenza artificiale] (https://aibuzzwire.news), poiché rivali tra cui OpenAI, Anthropic e un settore cinese dell’intelligenza artificiale in ripresa riducono il divario con il gigante della ricerca.

Numeri forti, dubbi persistenti

Alphabet ha registrato un fatturato di 119,8 miliardi di dollari per il secondo trimestre del 2026, un aumento del 24% su base annua che ha superato le aspettative degli analisti di circa 116,9 miliardi di dollari, secondo The Decoder. Google Cloud, ampiamente considerato come il più chiaro beneficiario della domanda di IA aziendale, è cresciuto dell’82% a 24,8 miliardi di dollari, mentre il segmento Servizi è cresciuto del 15% a 94,5 miliardi di dollari.

Tuttavia, i forti numeri delle prime notizie sono stati oscurati dalle preoccupazioni sulla spesa. Alphabet ha alzato le sue previsioni di investimento per l’intero anno 2026 tra 195 e 205 miliardi di dollari, rispetto a un intervallo precedente compreso tra 180 e 190 miliardi di dollari. I dirigenti hanno affermato che la domanda continua a superare gli investimenti, un segnale che la società sta riversando capitali senza precedenti nei data center e nella capacità di calcolo per tenere il passo con i rivali.

Questa spesa pesante è proprio ciò che ha spaventato alcuni investitori, i quali temono che anche la formidabile generazione di cassa di Google possa mettere a dura prova il peso dello sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Il caso di Pichai per la frontiera

Rispondendo alle critiche secondo cui Google ha ceduto la leadership nei modelli all'avanguardia, Pichai ha offerto una confutazione tagliente. Come riportato dal Search Engine Journal, ha sostenuto che Google ha bisogno di Gemini 4 per competere all'avanguardia e che il prossimo passo avanti dell'azienda dipende dalla formazione di "modelli di base molto più ampi".

India Today ha riassunto il suo messaggio senza mezzi termini: alla domanda se Google sta perdendo la corsa all'intelligenza artificiale, Pichai ha risposto di no e ha indicato l'imminente Gemini 4 come prova che l'azienda intende rivendicare la frontiera. I commenti equivalgono a un riconoscimento pubblico del fatto che l’attuale fiore all’occhiello di Google non è ancora dove dovrebbe essere, pur definendo il divario temporaneo.

Il momento è delicato. Il prossimo grande modello di Google è stato ritardato, alimentando l'ansia degli investitori sulla capacità dell'azienda di tenere il passo con la rapida cadenza di rilascio dei concorrenti. Mashable ha riferito che Gemini 3.5 Pro, un modello annunciato in precedenza al Google I/O, rimane disperso in azione, un simbolo dello slittamento che Pichai è stato costretto ad affrontare.

Vera trazione dietro l'ansia

Dietro la narrativa del declino, i prodotti AI di Google stanno mostrando una sostanziale crescita degli utenti. L’app Gemini vanta ora 950 milioni di utenti attivi mensili, rispetto ai 750 milioni di febbraio, mentre la modalità AI nella Ricerca Google ha superato il miliardo di utenti attivi mensili dal suo lancio globale in ottobre, secondo The Decoder.

Lato pubblicitario, il prodotto AI Max è uscito dal beta testing e conta già 500.000 inserzionisti. Google ha inoltre affermato che il costo per risposta dell’intelligenza artificiale in modalità AI è sceso al livello più basso dal lancio, anche se l’azienda implementa modelli più potenti, un aumento di efficienza che potrebbe rivelarsi decisivo man mano che i costi di servizio dell’intelligenza artificiale aumentano.

Questi parametri suggeriscono che, sebbene Google possa essere sotto pressione alla frontiera della capacità del modello, continua a ottenere enormi vantaggi di distribuzione attraverso Ricerca, Android e la sua piattaforma cloud.

La posta in gioco per l'industria in generale

La difesa di Pichai conta ben oltre le fortune di Google. Essendo l’azienda pioniera di molte delle scoperte alla base dell’intelligenza artificiale moderna, la traiettoria di Google è un indicatore per l’intero campo. Se l’attore più grande e dotato di maggiori risorse del settore fatica a rimanere all’avanguardia, ciò solleva domande scomode sull’economia e sulla sostenibilità dell’attuale boom dell’intelligenza artificiale.

Per ora, Alphabet scommette che una combinazione di investimenti massicci, basi di utenti in crescita e una prossima generazione di modelli più grandi sarà sufficiente a mettere a tacere gli scettici. Se Gemini 4 riuscirà a mantenere questa promessa sarà uno degli sviluppi tecnologici più seguiti nel prossimo anno.

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