La University of Chicago Law School ha bandito laptop e telefoni dalle aule del primo anno, diventando una delle istituzioni più importanti negli Stati Uniti a limitare i dispositivi elettronici in risposta alla diffusione dell’intelligenza artificiale generativa. La politica, annunciata la settimana del 7 luglio 2026, fa parte di quella che la scuola definisce una nuova e radicale strategia di intelligenza artificiale per l’istruzione legale. Per le ultime novità su come l'intelligenza artificiale sta rimodellando l'istruzione e non solo, segui AI Buzz Wire.
Reuters ha segnalato per la prima volta il divieto il 9 luglio, sottolineando che la restrizione si applica a tutti i corsi del primo anno (o "1L"). La University of Chicago Law School ha confermato la politica in un annuncio ufficiale sul suo sito web, inquadrando la mossa come un ritorno deliberato al metodo socratico che ha definito l’educazione giuridica per generazioni.
Socrates è entrato, i laptop sono fuori
Forbes ha catturato lo spirito del cambiamento con il titolo: "Alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Chicago, Socrates è dentro, i laptop sono fuori". Il riferimento è al metodo socratico, un approccio didattico in cui i professori sfidano gli studenti attraverso domande rigorose anziché lezioni frontali. I sostenitori sostengono che il metodo richiede un impegno profondo, pensiero critico e capacità di ragionare sul momento, competenze che vengono compromesse quando gli studenti possono rivolgersi agli strumenti di intelligenza artificiale per ottenere risposte.
Il divieto significa che gli studenti di giurisprudenza del primo anno a Chicago non potranno più prendere appunti sui laptop, accedere a materiali digitali durante le lezioni o consultare gli assistenti di intelligenza artificiale. Ci si aspetta invece che partecipino pienamente al dialogo in classe utilizzando materiali stampati e appunti scritti a mano.
NBC News, CBS News e ABC7 Chicago hanno tutte confermato la politica. NBC 5 Chicago ha riferito che il divieto mira a promuovere il pensiero critico, mentre Fox News lo ha inquadrato come un segno di una crescente "reazione contro l'intelligenza artificiale" che raggiunge le principali università.
Una strategia radicale oltre il divieto
LawSites, una pubblicazione che si occupa di tecnologia legale, ha riferito che il divieto dei laptop è solo un elemento di una più ampia strategia di intelligenza artificiale lanciata alla UChicago Law. Secondo quanto riferito, la strategia include nuove linee guida su quando e come gli strumenti di intelligenza artificiale possono essere utilizzati nei corsi, formazione per i docenti sul rilevamento delle proposte generate dall’intelligenza artificiale e un ripensamento dei metodi di valutazione per ridurre l’incentivo a fare affidamento sull’intelligenza artificiale.
La mossa riflette la crescente preoccupazione nell’istruzione superiore riguardo all’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sull’apprendimento. Poiché strumenti come ChatGPT sono diventati onnipresenti, le università hanno faticato a bilanciare gli usi educativi legittimi dell’IA con il rischio che gli studenti la utilizzino per abbreviare il processo di apprendimento. Le scuole di giurisprudenza si trovano ad affrontare una sfida particolare perché il ragionamento giuridico – l’abilità fondamentale che mirano a insegnare – è esattamente il tipo di compito che gli strumenti di intelligenza artificiale possono approssimare, rendendo difficile distinguere l’apprendimento autentico dai risultati assistiti dall’intelligenza artificiale.
Una tendenza più ampia nel campo dell'istruzione
L’Università di Chicago non è la sola a ripensare il proprio approccio alla tecnologia in classe. Il divieto della legge dell'Università di Chicago segue restrizioni simili in altre istituzioni, sebbene l'importanza di UChicago - è costantemente classificata tra le migliori scuole di diritto negli Stati Uniti - dia alla politica un significato fuori misura.
Uno studio trasversale pubblicato su Cureus nel luglio 2026 ha rilevato un’associazione significativa tra la dipendenza dall’intelligenza artificiale generativa e la riduzione del pensiero critico tra gli studenti di medicina, aggiungendo peso empirico alle preoccupazioni che l’intelligenza artificiale possa erodere le capacità cognitive che l’istruzione dovrebbe sviluppare.
Reuters ha osservato che la decisione della Chicago Law arriva in un momento in cui la stessa professione legale è alle prese con l’intelligenza artificiale. I tribunali si sono imbattuti in documenti generati dall’intelligenza artificiale contenenti citazioni di casi inventati e le associazioni degli avvocati stanno discutendo le linee guida etiche per l’uso dell’intelligenza artificiale nella pratica legale. Limitando l’intelligenza artificiale in classe, la legge UChicago sta segnalando che le competenze giuridiche fondamentali devono essere sviluppate senza stampelle tecnologiche, anche se la professione adotta sempre più strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca e la redazione.
Il dibattito sui divieti dei dispositivi
Non tutti sono convinti che vietare i laptop sia l’approccio giusto. I critici sostengono che il divieto dei dispositivi può svantaggiare gli studenti che fanno affidamento sulla tecnologia per ragioni di accessibilità e che la soluzione all’uso improprio dell’IA è una migliore progettazione della valutazione piuttosto che un divieto. Alcuni educatori sostengono programmi di studio “integrati con l’intelligenza artificiale” che insegnino agli studenti a utilizzare gli strumenti di intelligenza artificiale in modo critico ed etico, invece di vietarli del tutto.
L'approccio di UChicago Law rappresenta l'altra estremità dello spettro: una scelta deliberata di creare una zona priva di tecnologia in cui l'attenzione è focalizzata sul ragionamento umano non mediato. Resta da vedere se altre importanti scuole di diritto seguiranno l’esempio, ma la politica ha già generato un’attenzione e un dibattito significativi a livello nazionale.
Cosa significa per l'educazione giuridica
La decisione della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Chicago sarà probabilmente un indizio. Se la politica avrà successo – se gli studenti sviluppano capacità analitiche più forti e il coinvolgimento in classe migliora – altre istituzioni potrebbero adottare misure simili. Se crea attriti o non riesce ad affrontare le sfide sottostanti poste dall’intelligenza artificiale, può servire da ammonimento.
In ogni caso, il divieto segna un momento significativo nella negoziazione in corso tra istruzione e intelligenza artificiale. Man mano che gli strumenti di intelligenza artificiale diventano più potenti e sempre più integrati nella vita professionale, la questione su quando abbracciarli e quando metterli da parte diventerà sempre più pressante.
