Gli Stati Uniti hanno concesso licenze di esportazione che consentono a tre società cinesi, tra cui il colosso delle telecomunicazioni ZTE, di acquistare i potenti chip AI H200 di Nvidia, secondo un'esclusiva Reuters pubblicata il 14 luglio 2026.

La divulgazione, basata su documenti di licenza esaminati, offre uno sguardo raro su come il governo degli Stati Uniti sta gestendo il flusso di chip IA avanzati verso la Cina nell’ambito di un ampio regime di controllo delle esportazioni. Per coloro che seguono la copertura del settore dell’intelligenza artificiale della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, la rivelazione evidenzia la tensione tra restrizioni di sicurezza nazionale e interessi commerciali.

ZTE tra gli acquirenti autorizzati

Reuters ha riferito che ZTE è tra le aziende cinesi che hanno ricevuto le licenze dal governo statunitense per acquistare l'H200, l'ultimo e più potente acceleratore AI di Nvidia. Anche altre due società cinesi hanno ottenuto l’approvazione, portando il totale a tre.

I notiziari Mezha e Grafa hanno confermato che le approvazioni di Nvidia H200 si sono estese a tre aziende cinesi. Il punto vendita finanziario Biggo ha riferito che le azioni di Nvidia e AMD sono aumentate mentre il mercato ha elaborato la notizia della cancellazione di ZTE e di altri due.

L'inclusione di ZTE è particolarmente degna di nota data la storia della società con le sanzioni statunitensi. ZTE è stata quasi licenziata nel 2018 dopo che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha imposto sanzioni per aver violato le sanzioni contro Iran e Corea del Nord. Alla società è stata concessa una tregua solo dopo aver pagato una multa di un miliardo di dollari e aver accettato un controllo di conformità nominato dagli Stati Uniti.

Il fatto che un’azienda cinese precedentemente sanzionata sia ora autorizzata ad acquistare alcuni dei chip IA più avanzati disponibili sottolinea la complessità dell’attuale panorama del controllo delle esportazioni, dove le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale si intersecano con la diplomazia commerciale.

Le spedizioni sono iniziate, dice il funzionario

Un funzionario commerciale statunitense ha confermato che Nvidia ha iniziato a spedire i chip H200 in Cina, secondo un rapporto Reuters separato pubblicato lo stesso giorno. Tuttavia, il funzionario ha sottolineato che sono state effettivamente consegnate "pochissime" unità.

Sia CNBC che Bloomberg hanno riferito che solo una piccola quantità di chip AI Nvidia è stata spedita in Cina nell'ambito del quadro di licenza. Yahoo Finance ha notato che Nvidia ha "ridotto" la sua lista di acquirenti di chip AI mentre la più ampia repressione cinese si intensifica, suggerendo che il processo di licenza è altamente restrittivo anche quando vengono concesse le approvazioni.

La portata limitata delle spedizioni è in linea con una precedente analisi di TrendForce, secondo cui la Cina avrebbe dovuto consentire le importazioni di NVIDIA H200, ma che le approvazioni totali potrebbero scendere al di sotto dei 200.000 chip, una frazione della massiccia domanda da parte delle aziende cinesi di intelligenza artificiale che corrono per costruire modelli competitivi.

Reazione del mercato e interessi commerciali

Le azioni di Nvidia e AMD sono aumentate in seguito alla notizia, poiché TipRanks ha riportato un cambiamento positivo nel sentiment sullo scenario dei chip AI in Cina. Gli investitori sembravano interpretare le licenze selettive come un segno che il regime di controllo delle esportazioni statunitense avrebbe consentito alcune vendite di chip anziché imporre un divieto totale.

L'H200 di Nvidia è un prodotto fondamentale per l'azienda, poiché rappresenta un significativo salto di prestazioni rispetto alla precedente generazione H100. L’accesso al mercato cinese, anche in quantità limitate, rimane commercialmente importante per Nvidia, che considera la Cina una delle regioni con maggiori entrate.

Il Senatore Christopher Coons ha indagato attivamente sulle dichiarazioni del Segretario al Commercio Lutnick sulle esportazioni di chip Nvidia H200, indicando che il Congresso sta monitorando da vicino le decisioni sulle licenze.

Il panorama più ampio del controllo delle esportazioni

Le licenze H200 esistono all’interno di un quadro normativo complesso e in evoluzione. Negli ultimi anni il governo degli Stati Uniti ha progressivamente rafforzato i controlli sulle esportazioni di semiconduttori avanzati verso la Cina, citando preoccupazioni di sicurezza nazionale riguardo alle applicazioni militari dell’intelligenza artificiale.

Allo stesso tempo, il sistema di licenza consente approvazioni caso per caso, creando un percorso ristretto per determinate transazioni. La decisione di autorizzare tre aziende cinesi suggerisce che le autorità di regolamentazione statunitensi stanno adottando un approccio sfumato piuttosto che implementare un divieto assoluto.

Il tempismo è significativo. Le autorizzazioni dei chip H200 arrivano mentre gli Stati Uniti stanno contemporaneamente lavorando per accelerare la propria infrastruttura IA nazionale attraverso l’iniziativa Stargate e riclassificare le nazioni alleate come gli Emirati Arabi Uniti per un più facile accesso ai chip. Il contrasto tra l’espansione dell’accesso per alcuni partner e la sua attenta misurazione verso la Cina riflette l’atto di bilanciamento strategico al centro della politica statunitense sui semiconduttori.

L’analisi della Brookings Institution del giugno 2026 ha sostenuto che gli Stati Uniti erano effettivamente fuori dal mercato dei chip AI in Cina, un’affermazione complicata da queste ultime licenze. Anche se l’entità delle vendite approvate rimane piccola, il fatto che qualche chip H200 raggiunga gli acquirenti cinesi suggerisce che la porta non si è chiusa del tutto.

L’approccio alla licenza riflette anche la realtà economica secondo cui Nvidia e l’industria dei semiconduttori statunitense in generale hanno potenti alleati a Washington, i quali sostengono che controlli eccessivamente restrittivi sulle esportazioni spingono semplicemente i clienti cinesi verso alternative nazionali, erodendo la posizione sul mercato americano senza rallentare significativamente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale cinese.

Per ora, il messaggio del Dipartimento del Commercio sembra essere che le vendite controllate e limitate siano preferibili a un divieto generale o ad un accesso illimitato. Se questa via di mezzo regge mentre le pressioni geopolitiche continuano a crescere rimane una delle domande centrali nella corsa globale agli armamenti legati all’intelligenza artificiale.

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