Martedì l’Office of Science and Technology Policy della Casa Bianca ha pubblicato un ampio rapporto e un memorandum che mira a rimodellare il modo in cui gli Stati Uniti spendono circa 200 miliardi di dollari all’anno per la ricerca scientifica, reindirizzando miliardi di dollari dalle università verso singoli scienziati e l’intelligenza artificiale.

Questa mossa rappresenta la ristrutturazione più significativa dell’apparato federale di ricerca dal secondo dopoguerra, quando fu istituito l’attuale sistema di revisione paritaria incentrato sull’università. Secondo il Wall Street Journal, che per primo ha riportato l'esclusiva, la revisione è progettata per accelerare l'adozione dell'intelligenza artificiale da parte della nazione nella ricerca scientifica e superare la Cina nella corsa tecnologica globale. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra aggiornamenti sull'intelligenza artificiale.

Cosa contiene il piano

Il rapporto, pubblicato dall’Ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche (OSTP) della Casa Bianca, delinea diversi cambiamenti fondamentali nel modo in cui fluiscono i soldi della ricerca federale. Invece di convogliare le sovvenzioni principalmente attraverso le università e i gruppi di revisione tra pari, l’amministrazione vuole sostenere direttamente i singoli scienziati. L’OSTP sostiene che questo approccio, combinato con gli strumenti di intelligenza artificiale, aiuterà i ricercatori a lavorare in modo più rapido ed efficiente rispetto a quanto consentito dal quadro istituzionale esistente.

Un elemento chiave del piano è un’iniziativa da 5 miliardi di dollari “AI per la scienza” distribuita in 15 agenzie federali. Il finanziamento andrebbe all’integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nel processo di scoperta scientifica, dall’analisi dei dati alla generazione di ipotesi e alla progettazione sperimentale. L’amministrazione ha considerato questo cambiamento essenziale per mantenere la competitività americana, soprattutto perché la Cina sta espandendo rapidamente le proprie capacità di ricerca sull’intelligenza artificiale.

Il rapporto richiede inoltre più ampie riforme normative volte a rimuovere le barriere burocratiche alla scoperta guidata dall’intelligenza artificiale, inclusa la semplificazione dei processi di approvazione per la ricerca che utilizza l’apprendimento automatico e la riduzione delle spese amministrative che, secondo l’amministrazione, rallentano l’innovazione.

##Le università lanciano l'allarme

La proposta ha innescato un’immediata reazione da parte della comunità accademica. I leader universitari e le organizzazioni di ricerca avvertono che reindirizzare i fondi lontano dalle istituzioni potrebbe devastare l’infrastruttura di ricerca che ha prodotto decenni di scoperte scientifiche americane.

Le università non sono solo destinatari di sovvenzioni. Forniscono laboratori, infrastrutture informatiche, programmi di laurea e ambienti collaborativi che rendono possibile la ricerca su larga scala. I singoli scienziati, sostengono i critici, non possono replicare i sistemi di supporto forniti dalle istituzioni, in particolare per progetti che richiedono attrezzature costose o impegni pluriennali.

L’Associazione delle università americane e altri gruppi di difesa hanno espresso preoccupazione per il fatto che il cambiamento potrebbe minare il processo di revisione tra pari, progettato per garantire il rigore scientifico e prevenire decisioni di finanziamento motivate politicamente. Il sistema attuale, anche se a volte lento, richiede che esperti indipendenti valutino la ricerca proposta prima che i dollari federali vengano impegnati.

Il fattore Cina

Al centro dell’argomentazione dell’amministrazione c’è la pressione competitiva da parte della Cina. La produzione della ricerca cinese nel campo dell’intelligenza artificiale e dei campi correlati è aumentata negli ultimi anni e l’amministrazione sostiene che il tradizionale modello incentrato sull’università è troppo lento per tenere il passo.

Il rapporto OSTP fa specifico riferimento ai rapidi progressi della Cina nella scienza dei materiali assistiti dall’intelligenza artificiale, nella scoperta di farmaci e nella biologia computazionale come prova del fatto che gli Stati Uniti hanno bisogno di un sistema di finanziamento della ricerca più agile. Fornendo ai singoli scienziati strumenti di intelligenza artificiale e finanziamenti diretti, l’amministrazione ritiene di poter ridurre i tempi dall’ipotesi alla svolta.

Tuttavia, alcuni analisti politici sottolineano che i progressi della Cina nella ricerca sono arrivati ​​in parte attraverso massicci investimenti istituzionali, e non bypassando le università. Il Paese ha investito risorse nella costruzione di università di ricerca e laboratori nazionali di livello mondiale, sollevando dubbi sulla possibilità che il dirottamento dei fondi dalle istituzioni americane ottenga l’effetto competitivo desiderato.

Sfide politiche e pratiche

Il piano deve affrontare notevoli ostacoli politici. Il Congresso controlla il bilancio federale e qualsiasi ristrutturazione della spesa per la ricerca su questa scala richiederebbe un’azione legislativa. I legislatori di entrambi i partiti hanno storicamente sostenuto la ricerca universitaria e molti rappresentano distretti con importanti istituti di ricerca che dipendono dalle sovvenzioni federali.

Rimangono anche questioni pratiche. L’OSTP non ha ancora spiegato in dettaglio come identificherebbe e supporterebbe i singoli scienziati su larga scala, come verrebbe ristrutturata la revisione tra pari o come verrebbe mantenuta la responsabilità quando i fondi affluirebbero ai singoli individui piuttosto che alle istituzioni con meccanismi di supervisione consolidati.

Il rapporto viene descritto come un quadro per lo sviluppo politico futuro piuttosto che come una direttiva immediata. L’attuazione probabilmente si svolgerebbe nell’arco di mesi o anni, dando alle parti interessate il tempo di modellare il risultato finale.

Un cambiamento fondamentale nel modo in cui l'America fa scienza

Indipendentemente dall’evoluzione del piano, esso segnala un cambiamento filosofico fondamentale nel modo in cui il governo federale pensa alla ricerca scientifica. A partire dal fondamentale rapporto di Vannevar Bush del 1945 Science: The Endless Frontier, gli Stati Uniti hanno organizzato la propria attività di ricerca attorno alle università e alla peer review. Il nuovo quadro dell’OSTP sfida questo modello a testa alta, scommettendo che gli individui dotati di intelligenza artificiale possano guidare la scoperta più velocemente delle istituzioni.

Se questa scommessa ripagherà, potrebbe determinare la traiettoria della scienza americana per i decenni a venire. In caso di successo, potrebbe accelerare i progressi in campi che vanno dalla medicina all’energia. In caso contrario, si rischia di smantellare un sistema che ha reso gli Stati Uniti il ​​leader indiscusso mondiale nella ricerca scientifica.

È probabile che il dibattito sul piano si intensifichi nei prossimi mesi poiché il Congresso, le università e la comunità scientifica valuteranno quella che potrebbe essere la decisione di politica scientifica più importante del decennio.

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