INTERPOL ha avvertito che l’intelligenza artificiale sta ora consentendo il 55% dei crimini informatici denunciati in tutta l’Africa, rendendo gli attacchi più rapidi, più scalabili e sempre più difficili da rilevare per le vittime e le piattaforme. La scoperta arriva dall’African Cyberthreat Assessment Report 2026 dell’agenzia, pubblicato dalla sede dell’INTERPOL a Lione, in Francia, il 3 agosto 2026. Si tratta di una delle quantificazioni più nette finora del ruolo dell’IA nel potenziare la criminalità digitale, e guida la nostra copertura degli sviluppi delle politiche sull’IA su AI Buzz Wire.

Il rapporto di 40 pagine si basa sui dati di un sondaggio condotto da 36 paesi membri africani ed evidenzia quello che l’agenzia definisce un cambiamento determinante: la criminalità informatica si è evoluta da incidenti isolati in un ecosistema industrializzato e senza confini. L’Africa ha registrato oltre 1,1 miliardi di abbonati alla telefonia mobile nel 2025 e la rapida espansione digitale ha superato le difese del continente. L’INTERPOL ha osservato che la legislazione sulla criminalità informatica rimane frammentata e che la preparazione dell’IA all’interno delle forze dell’ordine è “in modo allarmante”. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra tendenze IA.

Le perdite sono più che raddoppiate

Il costo finanziario è in forte aumento. Secondo il rapporto, le perdite legate alla criminalità informatica in Africa sono più che raddoppiate dal 2024, passando da 192 milioni di dollari a 484 milioni di dollari. L’INTERPOL attribuisce l’aumento principalmente alle truffe agevolate dall’intelligenza artificiale, alla raccolta di credenziali e alle campagne automatizzate di ingegneria sociale – categorie che semplicemente non esistevano su questa scala prima che l’intelligenza artificiale generativa abbassasse i costi di produzione di contenuti fraudolenti convincenti.

Secondo il rapporto, le truffe online sono rimaste la tipologia di crimine informatico più segnalata nel 2025, con gli aggressori che sfruttano piattaforme di denaro mobile, social media e intelligenza artificiale per raggiungere obiettivi. L’INTERPOL ha riferito che il 72% dei paesi intervistati ha registrato la presenza di centri anti-truffa, concentrati soprattutto nell’Africa meridionale e occidentale.

Ripartizione regionale della minaccia

Il rapporto mappa le distinte geografie criminali in tutto il continente:

  • L'Africa orientale è emersa come un hub di frodi legate al denaro mobile e di ransomware mirati alle infrastrutture.
  • Nell'Africa centrale e occidentale si sono verificati prolifici tentativi di compromissione della posta elettronica aziendale e truffe romantiche che hanno preso di mira vittime sia aziendali che individuali.
  • La connettività ultraelevata dell'Africa meridionale l'ha resa una calamita per gli autori di minacce globali che cercano il massimo disturbo.

Questo mosaico regionale riflette il modo in cui le condizioni locali – infrastrutture di pagamento, connettività e capacità di polizia – determinano il luogo in cui si radicano particolari modelli di business criminale.

Deepfake e inganno generato dall'intelligenza artificiale

Alcuni dei risultati più sorprendenti del rapporto riguardano i media sintetici generati dall’intelligenza artificiale. La sextortion digitale e le molestie online, spesso agevolate dai deepfake e dai media sintetici generati dall’intelligenza artificiale, sono rimaste pervasive. TrendAI, uno dei numerosi partner che collaborano con l'INTERPOL, ha registrato circa 600.000 rilevamenti di sextortion.

Anche gli schemi di compromissione della posta elettronica aziendale (BEC) sono diventati notevolmente più sofisticati. L’INTERPOL ha riferito che l’intelligenza artificiale viene ora utilizzata per generare corrispondenza e-mail altamente convincente, con autori di minacce con sede in Africa che prendono di mira vittime in Europa e Nord America mentre instradano la loro attività attraverso infrastrutture distribuite in più giurisdizioni. Il risultato sono attacchi più difficili da attribuire, più difficili da rintracciare e molto più convincenti per i dipendenti e i dirigenti presi di mira.

Un segnale di avvertimento globale

Sebbene il rapporto si concentri sull’Africa, le sue implicazioni sono globali. Le stesse dinamiche descritte dall’INTERPOL – l’intelligenza artificiale che rende le truffe scalabili, i deepfake che minano la fiducia nelle prove digitali e l’ingegneria sociale automatizzata che travolge le forze dell’ordine impreparate – si stanno verificando in ogni continente. Il raddoppio delle perdite in un solo anno offre un’anteprima concreta di quanto può costare la criminalità incontrollata basata sull’intelligenza artificiale mentre gli strumenti generativi continuano a proliferare.

La valutazione dell’INTERPOL è in definitiva un appello a colmare il divario tra la velocità della criminalità guidata dall’intelligenza artificiale e la capacità delle istituzioni intese a fermarla. Con l’intelligenza artificiale ora implicata nella maggior parte dei crimini informatici denunciati in un’intera regione, il messaggio dell’agenzia è che la preparazione difensiva dell’intelligenza artificiale non può più essere un ripensamento.

Fonti

  • INTERPOL, African Cyberthreat Assessment Report 2026 (3 agosto 2026, Lione, Francia)

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