La Korea Investment Holdings della Corea del Sud e il Gruppo SBI del Giappone stanno elaborando piani per un fondo di investimento congiunto di circa 1,15 trilioni di yen – circa 9,75 trilioni di won, o circa 7 miliardi di dollari – per costruire data center AI su larga scala in Giappone, secondo un rapporto di Financial News coreano di domenica.
Il fondo punta a una capacità iniziale di 200 megawatt di data center, con le principali aziende di entrambi i paesi invitate a partecipare come investitori. I due gruppi finanziari guiderebbero la formazione del fondo e la raccolta fondi, mentre gli investitori aziendali sarebbero corteggiati sia per il loro capitale che per le attrezzature e le competenze che potrebbero apportare alla costruzione e alle operazioni. Secondo il rapporto, le parti mirano a completare un progetto per il progetto entro la fine dell'anno. Per maggiori informazioni su questa storia, consulta la nostra notizie sull'IA.
A 'Korea-Japan Stargate'
I media coreani si sono affrettati a fare paragoni con il progetto Stargate, l’iniziativa statunitense sull’infrastruttura AI in cui SoftBank guida la raccolta fondi, OpenAI guida le operazioni e le aziende tecnologiche partecipano come sostenitori. Il rapporto di Financial News descrive il fondo proposto come dotato di chiare somiglianze: mettere in comune il capitale finanziario di più istituzioni con la tecnologia e le attrezzature delle società partecipanti per costruire infrastrutture di intelligenza artificiale su larga scala.
The comparison is telling. La costruzione di data center è diventata una competizione ad alta intensità di capitale, con i singoli progetti ora regolarmente misurati in miliardi di dollari, e nessun singolo bilancio – nemmeno quello di un grande gruppo finanziario – copre adeguatamente il terreno, l’energia, i chip e i costi di costruzione coinvolti. Un fondo dedicato che combina due gruppi finanziari transfrontalieri con investitori industriali è un tentativo di replicare il modello di coalizione che ha reso Stargate il modello per la creazione di IA su vasta scala.
Le aziende di entrambi i paesi, afferma il rapporto, sono interessate a qualcosa di più del semplice rendimento degli investimenti. Stanno esplorando modi per ampliare la loro partecipazione includendo la fornitura di semiconduttori, sistemi di raffreddamento e apparecchiature elettriche, nonché la costruzione e la gestione delle strutture, trasformando il fondo in un potenziale canale di domanda per i produttori coreani di chip e apparecchiature e per i fornitori industriali del Giappone.
Questa struttura segnerebbe un notevole allontanamento dagli investimenti infrastrutturali convenzionali. Invece di raccogliere fondi da istituzioni finanziarie e spenderli con fornitori terzi, il piano Korea-SBI renderebbe i fornitori stessi azionisti, allineando i loro rendimenti al successo del progetto e dando al fondo un accesso privilegiato alle catene di approvvigionamento che sono attualmente estese in tutto il settore.
Political Groundwork Behind the Deal
The project did not emerge from thin air. Secondo quanto riferito, Seiji Kihara, segretario generale del quartier generale della strategia di crescita del Partito Liberal Democratico al potere in Giappone, ha visitato la Corea del Sud da fine agosto a inizio settembre e ha incontrato Kim Nam-koo, presidente di Korea Investment Holdings, e Lee Jae-yong, presidente di Samsung Electronics. Secondo il rapporto, le loro discussioni hanno riguardato la cooperazione nei data center, nell’idrogeno, nella blockchain e nello spazio.
Il presidente e presidente del gruppo SBI, Yoshitaka Kitao, si è recato a Seul alla fine di settembre, dove ha incontrato Kim per discutere di cooperazione, compreso il fondo comune, afferma il rapporto. Le consultazioni tra i capi dei due gruppi finanziari restano in corso per valutare l'interesse delle aziende a partecipare.
L’iniziativa si basa anche sul rafforzamento dei legami bilaterali. In un vertice tenutosi nella città coreana di Andong a maggio, il presidente sudcoreano Lee Jae Myung e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi hanno concordato di rafforzare la cooperazione sull’intelligenza artificiale basata sui rispettivi punti di forza dei due paesi e di espandere la cooperazione nelle catene di approvvigionamento e nell’energia.
La sequenza – prima il contatto politico, poi le visite aziendali, terza il progetto di finanziamento – suggerisce che entrambi i governi considerano l’infrastruttura informatica come un pilastro strategico della relazione, non semplicemente come un gioco immobiliare commerciale. Per il Giappone, gli investimenti internazionali nella capacità dei data center nazionali affrontano un collo di bottiglia nazionale; per la Corea, apre un canale di esportazione per tecnologia e attrezzature in un momento in cui l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale è uno dei pochi mercati di capitali in espansione affidabile.
Kyushu nella cornice
Sono allo studio diverse località candidate per le strutture, tra cui Kyushu, l'isola principale meridionale del Giappone, menzionata come una possibilità. Le parti coinvolte nel progetto hanno contattato Kyushu Electric Power e hanno discusso, secondo il rapporto, un segnale che l'approvvigionamento energetico, sempre più vincolante per la costruzione di data center AI, è già sul tavolo.
Korea Investment Holdings sta perseguendo separatamente la creazione di un ufficio in Giappone per espandere le proprie attività e la propria rete locale, aggiunge il rapporto: un ulteriore segnale che il gruppo finanziario guidato dai titoli vede il mercato giapponese come una destinazione a lungo termine piuttosto che una scommessa una tantum.
Cosa succede dopo
Le parti prevedono di consolidare il progetto entro la fine dell'anno per valutare la volontà delle aziende di investire. Nessuno dei due gruppi ha rivelato un calendario per l’inaugurazione, né ha nominato gli investitori aziendali, né ha specificato quali fornitori di chip equipaggeranno i 200 megawatt di capacità.
Se il progetto verrà finalizzato nei tempi previsti, il fondo aggiungerebbe un nuovo canale di finanziamento transfrontaliero alla corsa alle infrastrutture di intelligenza artificiale dell’Asia orientale, in un momento in cui i governi e le aziende di tutta la regione si stanno affrettando per garantire la capacità di calcolo prevista per sostenere la prossima ondata di servizi di intelligenza artificiale. Darebbe anche all’etichetta “Korea-Japan Stargate” qualcosa di concreto da descrivere – e darebbe ai campioni industriali di entrambi i paesi un posto al tavolo dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, piuttosto che un posto nella sua catena di approvvigionamento.
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